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L’attacco del CB 3 al sommergibile sovietico L-5 – dal saggio di Francesco Mattesini – parte IV

1 Marzo 2026

Dal sito Ocean4Future la IV parte dell’argomento sul Mar Nero a cura di Francesco Mattesini

Anche episodi minori hanno la loro drammaticità … questa è la storia dell’attacco del mini sommergibile italiano CB3 ad un sommergibile sovietico posamine, L 5, in cui, come spesso accade, la sorte – intesa come l’insieme di diversi fattori tecnici ed umani – regola l’esito degli scontri [nota della Redazione]

L’attacco del CB 3

Secondo Fabrizio Gatti, il sommergibile attaccato era un’unità che veniva impiegata come posamine, L-5 (capitano 3a classe A.S. Zhdanov) che “era rimasto leggermente danneggiato dall’impatto dei due siluri, inesplosi, lanciati dal CB-3 il 15 giugno 1942”.18 Ciò mi è stato personalmente confermato dallo storico russo Miroslav Morozov, riferendo, con lettera dell’11 ottobre 2020 (e con copia di documenti originali allegati), che alle ore 13.04 l’L-5 avvistò un sommergibile ma, supponendo fosse uno sovietico diretto a Sebastopoli, non prese alcuna precauzione, con manovra evasiva, per poi udire alle 13.28 due colpì sullo scafo a tribordo. In questa occasione il sommergibile italiano fu molto sfortunato mentre quello sovietico, al contrario, parecchio fortunato. Nella sua attività di guerra, tra il 2 agosto 1941 e il 16 settembre 1942 il sommergibile L-5 posò otto sbarramenti minati, affondando sicuramente il rimorchiatore rumeno Oitul, di 95 tsl, e possibilmente, assieme all’altro sommergibile posamine L-4 (comandante Yevgeniy Petrovich Polyakov), il dragamine bulgaro W-2 e il posamine rumeno Regele Carol I, di 2369 tsl.19 

Va menzionato il successo del CB-2, comandato dal  tenente di vascello Attilio Russo (foto in basso – dalla voce del marinaio), contro un sommergibile tipo “Tschuka” che – colpito da un siluro lanciato da una distanza di 1.800 metri – subì una “violentissima esplosione” per cui fu ritenuto il sicuro affondamento. 20

Escludendo l’ShCh-206 (tenente di vascello S.A. Karakaj), che era stato affondato il 9 luglio 1941 con i suoi trentotto uomini dell’equipaggio dalla motosilurante romena Viscolul (in posizione lat. 43°51’N, long. 29°45’E), il nome dell’unità sovietica attaccata appariva sconosciuto; recentemente, come ha scritto Fabrizio Gatti consultando un sito russo “il battello italiano dovrebbe avere invece colpito il sommergibile M-31 con due siluri che però non esplosero”, a ripetizione di quanto successo con il CB.3. 

Ed in effetti ciò mi è stato confermato per lettera e-mail da Miroslav Morozov, scrivendo che “da un estratto dal rapporto del comandante dell’M-31 [capitano di corvetta Rastochil], alle 05.55 fu scoperto”, dal sommergibile sovietico, “il periscopio del sommergibile”, e che “alle 06.05 a babordo, a prua, furono sentiti sullo scafo due colpi dal rumore metallico”. Anche in questa occasione il sommergibile sovietico, colpito da due siluri che non esplosero, fu fortunato come il L-5, mentre la sfortuna dei CB era dovuta al fatto che, per un difetto di costruzione – a cui probabilmente non si era data tanta importanza – i siluri si guastavano essendo continuamente a contatto con l’acqua del mare, invece di essere sistemati in lanciasiluri stagni.21

Tre ore dopo l’attacco, alle 05.02 del 18 giugno, il CB-2 fu attaccato da due motobarche nemica che aprendo un nutrito fuoco di armi automatiche, a cui il sommergibile rispose con il fucile mitragliatore, lo colpì sulle sovrastrutture con almeno venti proiettili, causandogli soltanto lievi danni.22 Secondo quanto riferitomi da Miroslav Morozov, doveva trattarsi di due gommoni a remi che la notte del 18 giugno, facenti parte di altri gommoni trasportanti un gruppo di sabotatori da sbarcare vicino a Yalta, trovandosi arretrati furono localizzati dai tedeschi, presi sotto il tiro nemico e costretti a ritirarsi a Balaklava, presso Sebastopoli. Durante questa ritirata i due gommoni furono impegnati da un Mas e successivamente da un sommergibile  italiano che sparò con le mitragliatrici. L’indomani, 19 giugno, bombardieri sovietici tattici tipo Petlyakov Pe-2 effettuarono un violento attacco nella zona della base di Yalta, e i sommergibili CB-2 e CB-3 riportarono gravi avarie al loro periscopio non rientrabile, che furono poi riparati nella sede di Costanza.

La notte di quello stesso 19 giugno fu ripetuto sul porto di Yalta un attacco di superficie da parte – secondo la versione italiana – di tre motosiluranti sovietiche, che però furono contrastate dalla difesa tedesca e costrette a lanciare da lontano due siluri da 533 mm, andati ad esplodere in fondo al porto senza provocare danni sensibili, se non, per la grossa scheggia di un siluro, una lacerazione in un doppiofondo del CB-3.

Nella violenta reazione della difesa tedesca una delle motosiluranti fu vista allontanarsi in fiamme, e l’indomani furono avvistati dalla ricognizione aerea soltanto le altre due unità che dirigevano verso la loro base.23 La versione sovietica è stata portata alla mia conoscenza per posta elettronica dal Miroslav Morozov, scrivendo: che parteciparono all’attacco ancora una volta le due motosiluranti D-3 (tenente di vascello O.M. Chepik) e SM-3 (tenente di vascello M.K. Gurin), specificando: “Entrambe le motosiluranti lanciarono due siluri, uno è esploso sulla costa all’entrata del porto, altri tre all’interno del porto. Due proiettili tedeschi sono esplosi vicino alla SM-3. Due dei suoi tre motori furono messi fuori servizio, due marinai furono uccisi e due feriti, ma la motosilurante è riuscita a rientrare alla base”.

A questo punto, in seguito ai danni al CB-3 restarono operativi soltanto il CB 1, il CB-4 e il CB-6, che tra il 20 e il 28 giugno svolsero quattro missioni, in due delle quali il CB-4 fu attaccato da navi di superficie. La prima volta da una piccola torpediniera, con cinque bombe di profondità; nella seconda, all’alba del giorno 27 giugno, mentre manovrava per attaccare due cacciatorpediniere, fu attaccato per due ore da due motovedette con altre 58 bombe di profondità, che causarono al sommergibile leggere avarie.24

Agli attacchi dei piccoli mezzi subacquei, si aggiungevano quelli dei Mas e dei barchini d’assalto, che invece andarono assai meglio. Infatti, il 19 giugno affondarono con il Mas-571 il sommergibile sovietico ShCh-214 (capitano 3° classe Vladimir Yakovlevich Vlasov) al largo di Yalta, colpendolo con un siluro e recuperandone due superstiti, un elettricista ed un motorista, dei quaranta uomini dell’equipaggi.25 Successivamente, il 3 agosto, il Mas-568 del tenente di vascello Emilio Legnani, colpì con un siluro, al largo di Feodosia, l’incrociatore Molotov (capitano di vascello M.F. Romanov), asportandogli la poppa; incerti se non negativi restano i dichiarati successi su tre navi mercantili e due imbarcazioni armate.26

A questa attività navale italiana, a cui si aggiungevano da parte tedesca i successi conseguiti dalla Luftwaffe nei suoi attacchi aerei contro i porti e le navi sovietiche in navigazione, finirono per generare nel nemico dapprima sorpresa e poi preoccupazione, perché l’attività dei mezzi navali italiani contribuì a disturbare notevole con la loro presenza il flusso dei rifornimenti a Sebastopoli. Ciò avveniva proprio nel momento in cui, con l’offensiva estiva, le forze tedesche e dei loro alleati, che includevano italiani e rumeni, investirono con dell’11a Armata (generale Erich von Manstein) quella piazzaforte sovietica della Crimea, che sottoposta dalle artiglierie e dalle forze aeree dall’VIII Fliegerkorps (generale Wolfram von Richthofen), della 4a Luftflotte (generale Alexander Lohr), a bombardamenti senza precedenti, capitolava il 2 luglio.

In seguito i sommergibili italiani, che in quel ciclo di operazioni avevano continuato, assieme al naviglio sottile della 6a Flottiglia, a dare il loro utile contributo, continuarono a svolgere la loro opera seguendo le direttici costiere della puntata tedesca verso il Caucaso. 

Fine IV parte – continua

Francesco Mattesini

Note
18 Fabrizio Gatti, L’attività della 1a Squadriglia CB in Mar Nero tra il settembre e il dicembre 1943”, nel sito academia.edu, pagina 1, nota 1.
19 Nel sito uboat.net, sommergibili sovietici L-4 e L-5.
20 Ibidem. * Dopo il lancio del secondo siluro contro il sommergibile attaccato in superficie il CB-2 si immerse. Giunto a quota 17 metri da bordo fu percepito uno scoppio fortissimo che fece vibrare il CB.2. Circa un minuto dopo fu udito un rumore come di schianto forte e prolungato. Venuto il superficie il CB-2 non trovò nella zona dell’attacco alcun segno di affondamento se non che, come annotò il comandante Russo, “passando a breve distanza dal punto dell’affondamento noto una vastissima zona nella quale il mare perde la sua forza viva, presumibilmente per nafta emesse dal sommergibile affondato.”. Quindi non vi era alcuna certezza sull’affondamento del sommergibile. Cfr. La voce del marinaio, 18.6.42 il comandante Attilio Russo, di Claudio 53 e Antonio Cimino.
21 Mi ha scritto Miroslav Morozov: “Il CB-2 ha lanciato i siluri alle 05.03 ora di Berlino e anche questa è una corrispondenza esatta con i dati dell’M-31. L’unica cosa che mi confonde sono le esplosioni che si sono sentite sul sommergibile italiano. Secondo me, entrambi i siluri hanno colpito il fianco dell’M-31 e non sono esplosi, e il motivo delle esplosioni che sono state ascoltate sul CB-2 e che non hanno udito sull’M-31 non mi è chiaro. Lo stesso si può dire della macchia di nafta, che, a quanto ho capito, i marinai italiani hanno visto sul punto dove i siluri colpiscono il bersaglio. Come hai giustamente notato, i sommergibilisti sovietici furono molto fortunati e quelli italiani molto sfortunati. Né l’L-5 né l’M-31 hanno riportato gravi danni che li avrebbero costretti a essere riparati
dopo questi colpi”.

22 AUSMM, Statino del sommergibile CB-2.
23 AUSMM, “Supermarina – Diario dell’Attività della 4a Flottiglia MAS dall’arrivo in Mar Nero al giorno 30 giugno 1942”, fondo, Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86. * Potrebbe trattarsi di una delle due motosiluranti sovietiche n. 73 e n. 83, della classe “MO-4”, che però risultano perdute per causa non riportata il 22 giugno.
24 Ibidem.
25 Durante la sua attività di guerra il sommergibile ShCh 214 aveva affondato in Mar Nero la petroliera italiana la petroliera italiana Torcello, di 3.336 tsl, il 5 novembre 1941, e cinque motovelieri turchi.
26 Francesco Mattesini, Il siluramento dell’incrociatore MOLOTOV 3 Agosto 1942. Un enigma della guerra nel Mar Nero, nel sito Academia Edu.

Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e la fonte o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo.

PARTE I  PARTE II  PARTE III 

PARTE IV PARTE V  PARTE VI

Francesco Caldari

Il Generale di Brigata (riserva) Francesco Caldari ha servito per quaranta anni nel servizio permanente effettivo nell’Arma dei carabinieri, ricoprendo incarichi di comando nella organizzazione Mobile (8° Battaglione “Lazio” in Roma) , in quella Territoriale (Tenenza/Compagnia di Acerenza), di Polizia Militare (Compagnia per la Marina Militare presso l’Alto Comando della Spezia) e della Tutela del Segreto (Agenzia di Sicurezza Interregionale CC M.M. La Spezia) nonché in servizio di polizia giudiziaria (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova). È stato altresì impiegato nel contesto di Stato Maggiore (da ultimo quale Ca.SM del Comando Legione “Liguria” in Genova), anche all’estero, come Provost Marshal presso il Quartier Generale di NATO-KFOR (Kosovo Force) a Prishtina/Priština.

Ha seguito numerosi e variegati corsi militari. Gli è stata concessa la Medaglia Mauriziana conferita al compimento di cinquant’anni di Carriera militare e l’onoreficienza di Cavaliere della Repubblica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Sicurezza (Roma-Tor Vergata) e quella magistrale in Relazioni Internazionali (Genova), qui con una tesi sulla “cooperazione internazionale di polizia”, argomento sul quale cura un blog ed un podcast. Concluso il servizio attivo si dedica alla sua passione per la storia

FONTE: Ocean4Future

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