
Le sei unità della 1a Squadriglia Sommergibili, inizialmente di base a Taranto, le uniche fino a quel momento costruite che dovevano operare in Mar Nero, erano: il CB-1 (tenente di vascello Errico Lesen D’Aston), che era anche il Comandante della Squadriglia; il CB-2 tenente di vascello Attilio Russo); il CB-3 (tenente di vascello Giovanni Sorrentino); il CB-4 (tenente di vascello Enrico Suriano); il CB-5 (sottotenente di vascello Alberto Farolfi); e il CB-6 (sottotenente di vascello Francesco Gallinaro).
A conclusione di uno sforzo di carattere logistico non indifferente, predisposto ed attuato dalla Regia Marina a tempo di primato, i sei sommergibili, partirono da La Spezia il 25 aprile del 1942 e giunsero a Costanza (Romania) il 2 maggio, senza incorrere in alcun incidente, dopo un viaggio percorso interamente per ferrovia, partendo passando per la Germania e la Romania per evitare di transitare in Jugoslavia per motivi di sicurezza.

I sommergibili, per il trasferimento, furono alleggeriti alla Spezia delle sovrastrutture che furono poi rimontate dopo l’arrivo a Costanza. 8 Quindi il 5 giugno, completato il loro allestimento e arrivato il combustibile necessario, i primi tre CB (1, 2 e 3) lasciarono il porto per una nuova destinazione la base operativa di Scadowsk At-Matchet (Yalta), sulla costa meridionale della Penisola della Crimea, dove arrivarono perfettamente il giorno 11, nonostante le condizioni meteorologiche poco favorevoli, e la lunghezza della traversata di 243 miglia.9
L’intenzione di Mimbelli, era di mantenere gli altri tre CB (4, 5 e 6) a Costanza, per non concentrare tutte le sei unità a Yalta, “la cui protezione lasciava molto a desiderare”, come comunicò all’ammiraglio del Gruppo Marina Sud (Marinegruppenkommandos Sud) ammiraglio Karlgeorg Schuster, responsabile dei comandi del Mar Nero (contrammiraglio Hans-Heinrich Wurmbach) e dell’Egeo, che lo aveva sollecitato al trasferimento, per tenere in agguato sempre tre sommergibili; ma poi ritenendo che ciò significava perdere qualche occasione favorevole di attacco, Mimbelli acconsenti a mandare a Yalta i tre sommergibili, comunicandolo all’ammiraglio Schuster. E nella sua relazione scrisse:10 “Il trasferimento dei C.B.4, 5 e 6 si è svolto con la stessa regolarità di quello dei C.B.1, 2 e 3, come se si trattasse di unità di rilevanti dimensioni e non di Sommergibili microscopici. Ciò va a titolo ed onore dei Comandanti e degli equipaggi, che anche in seguito – nel corso delle missioni – si sono prodigati infaticabilmente, rivaleggiando in ardimento con i loro camerati delle unità di superficie.”


L’attività bellica, con partenza dalla base operativa di Yalta, si svolse lungo la costa della Crimea, in uno scacchiere operativo particolarmente ristretto e pericoloso nel quale, in buon numero, agivano le forze e subacquee e di sommergibili, appoggiate, si riteneva su informazioni tedesche, da una forza aerea di oltre 600 aerei.

I CB, “in considerazione della loro limitata velocità e le capacità nautiche piuttosto modeste”, furono utilizzati in agguati in prossimità della costa, a sud e a sud-ovest di Capo Serich, anziché mandarli al largo dove prevalentemente si svolgeva il traffico delle navi sovietiche, operando inizialmente a coppie e poi singolarmente, con missioni che, per non sottoporre gli equipaggi ad un eccessivo logorio fisico, duravano generalmente due notti e un giorno, consentendo “una permanenza lunga (oltre 24 ore) nella zona di probabile transito delle unità nemiche”.11 Nelle loro navigazioni, avversate frequentemente dalle condizioni del mare molto spesso cattive (forza 4/6) lungo le coste meridionali della Crimea, gli equipaggi, quattro uomini incluso un ufficiale comandante, non usavano particolari cautele. Per cui i sommergibili CB procedevano, anche di giorno per ore e ore in superficie, in vista delle coste della Crimea, dove più forti erano le possibilità di reazioni di navi e aerei sovietici.
Fine II parte – continua
Francesco Mattesini
Note
8 Per la protezione marittima di Costanza erano state concentrate a Varna batterie antinavi tedesche da 280 e da 170 mm, in modo da contrastare, con gli altri mezzi difensivi, il porto da ogni offesa dalla parte del mare. Cfr., AUSMM, lettera n. 92/SRP del 28 maggio 1942 dell’ammiraglio Bertoldi a Supermarina, dall’oggetto “Visita al gruppo sud – 15 – 19 maggio 1942-XX”, Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86.
9 AUSMM, IV Flottiglia Mas, “Il concorso della Flottiglia italiana del Mar Nero alla conquista di Sebastopoli”, Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86.
10 Ibidem.
11 Ibidem.
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FONTE: Ocean4Future

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