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Mai sottovalutare un marinaio: l’incredibile storia di Douglas Hegdahl, l’uomo che sopravvisse ad uno dei peggiori carceri di guerra in Vietnam fingendosi stupido

15 Novembre 2025

Un altro bellissimo articolo di storia dal sito Ocean4Future a cura di Andrea Mucedola

Tra le storie del mare, a volte, se ne trovano alcune al limite del credibile. Questa è la storia di un marinaio del Midwest, Douglas Brent Hegdahl, figlio di immigrati norvegesi, ferventi luterani che si trovò, suo malgrado, in una guerra lontana, come prigioniero di guerra in uno dei più duri campi di prigionia dei Vietcong, Hoa Lo, il “Buco dell’Inferno”.

Hegdahl si diplomò alla Clark High School di Clark, nel Sud Dakota, il 24 maggio 1966 e si arruolò nella Marina degli Stati Uniti. Dopo l’addestramento iniziale fu promosso Seaman apprentice (da fotogramma video) ed inviato alla Dixie Station1 imbarcato sul cacciatorpediniere USS Canberra.

L’incidente del Golfo del Tonchino

Erano anni difficili; il presidente John F. Kennedy nel 1963 aveva aumentato il coinvolgimento degli Stati Uniti inviando ben 16.000 consiglieri militari in aiuto all’Esercito della Repubblica del Vietnam (ARVN) senza produrre risultati significativi. In seguito all’incidente del Golfo del Tonchino del 1964, il Congresso degli Stati Uniti approvò una risoluzione che conferiva al presidente Lyndon B. Johnson l’autorità di aumentare la presenza militare senza dichiarare guerra.
Il 2 agosto 1964 si verificò uno scontro tra un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti, impegnato nella raccolta di segnali di intelligence in prossimità delle acque territoriali del Vietnam del Nord, e tre navi militari nordvietnamite, seguito, nella notte del 4 agosto, di uno scontro tra due cacciatorpediniere statunitensi che riferirono di essere stati attaccati da navi nordvietnamite. Questo fu citato dai media ma la storia fu ben diversa. In seguito, si scoprì che l’informazione era falsa, distorta dalla National Security Agency, un’agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD). Di fatto, nella notte tra il 30 e il 31 luglio, il DOD aveva ordinato di bombardare due isole del Vietnam del Nord. Si sparse la voce che il 2 agosto, il cacciatorpediniere USS Maddox, mentre effettuava un pattugliamento intelligence nei pressi di una delle isole bombardate, era stato attaccato da tre torpediniere della Marina nordvietnamita.

Non ci furono vittime statunitensi e l’USS Maddox (sopra) era rimasto “illeso, fatta eccezione per un singolo foro di proiettile di una mitragliatrice vietnamita“. Il comandante della task force, a cui apparteneva il Maddox, capitano di vascello John Herrick, riferì che le navi erano state attaccate da unità nemiche. In realtà il Maddox incident fu una fake new, perché non c’erano imbarcazioni nordvietnamite nella zona, ma solo la notizia dell’evento portò il Congresso degli Stati Uniti ad approvare la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che conferì al Presidente Lyndon B. Johnson l’autorità di assistere qualsiasi paese del Sud-est asiatico il cui governo fosse considerato compromesso dall’aggressione comunista. In altre parole la giustificazione legale per il dispiegamento di forze convenzionali statunitensi nel Vietnam del Sud e, di conseguenza, di intraprendere una guerra aperta contro il Vietnam del Nord. Cosa che avvenne all’inizio del 1965 con una campagna di pesanti bombardamenti sul nord Vietnam e l’inviò di truppe con il dispiegamento di 184.000 unità nel 1966 – che salì a 536.000 nel 1969.

La storia di un marinaio “stupido” … ma forse no

Nelle prime ore del mattino del 6 aprile 1967, il ventenne Douglas Hegdahl si trovava a bordo della USS Canberra (foto sotto) nel Golfo del Tonchino, a tre miglia dalla costa vietnamita quando fu scaraventato in mare dall’esplosione di un cannone da 5 inch.

Nuotò finché non fu raccolto, diverse ore dopo, da dei pescatori vietnamiti che lo portarono in salvo sulla costa, mentre la USN, non ritrovandone traccia, lo dichiarò “disperso in mare“. Il povero naufrago venne consegnato dai pescatori ai Vietcong che, dopo averlo picchiato duramente, sospettando si potesse trattare di una spia, lo trasferirono nella famigerata prigione di Hoa Lo, chiamata scherzosamente dai prigionieri di guerra americani “Hanoi Hilton“. La prigione ebbe tra i suoi “ospiti” più famosi il senatore John McCain, l’ammiraglio James Bond Stockdale, il generale Robinson Risner ed il pilota dell’USAF George Everette “Bud” Day. In origine si trattava di un carcere francese, famoso per le terribili ed inumane condizioni di detenzione, venne poi ereditato dai Vietcong per detenere i prigionieri di guerra americani, dove vennero sistematicamente sottoposti a terribili torture fisiche e mentali (che ancora oggi il governo vietnamita si rifiuta di ammettere).

Il giovane marinaio Hegdahl comprese che l’unica via di scampo poteva essere quella di mostrarsi folle, cosa non rara considerando l’alto numero di prigionieri che, a seguito degli orrori della guerra, perdevano il senno. Il suo atteggiamento visibilmente scomposto unito ad un aspetto giovanile, lo aiutarono a convincere i suoi carcerieri che non avrebbe rappresentato una minaccia per loro. Quando gli fu chiesto di scrivere dichiarazioni contro gli Stati Uniti, Hegdahl acconsentì senza indugi, fingendo di non saper leggere né scrivere. I Vietnamiti, vedendo la sua disponibilità ad accettare qualsiasi cosa, provarono ad insegnargli a leggere per portarlo dalla loro parte, ma il giovane marinaio sembrava incapace di apprendere qualsiasi cosa che lo fece diventare presto noto come “l’Incredibilmente stupido“. Per assurdo questa sua mostrata “stupidità” gli permise di avere maggior libertà degli altri detenuti consentendogli di muoversi senza limiti all’interno del campo.

Nell’inferno del campo, i prigionieri di guerra comunicavano tra loro tramite un codice di intercettazione e Hegdahl, grazie all’aiuto di un compagno di cella, ebbe la possibilità di venire a conoscenza dei nomi di circa 256 altri detenuti. Ma non solo: informazioni dettagliate su dove e come erano stato catturati e sul trattamento ricevuto. Dopo la sua liberazione raccontò che per poter memorizzare tutti questo dati utilizzò una canzone per bambini, “Old MacDonald Had a Farm“, ripetuta costantemente, per memorizzarli. Intanto i suoi carcerieri, convinti della sua goffaggine e stupidità, iniziarono a considerarlo completamente innocuo cosa che gli permise una certa libertà nei movimenti all’interno del campo, non subendo i controlli assidui degli altri prigionieri.

In realtà lo “stupido” Hegdahl, tutt’altro che folle, continuò la sua raccolta di informazioni sui prigionieri di guerra (informazioni non rilasciate dai Vietcong agli Stati Uniti), tracciò mappe di fuga e riuscì ad effettuare anche piccoli sabotaggi ai mezzi vietnamiti, inserendo piccole quantità di sabbia nei serbatoi dei loro camion (raccontò di averne sabotato cinque senza che se ne accorgessero).

Nel 1969, iniziarono i contatti governativi che avrebbero poi portato alla fine del conflitto. Hegdahl fu uno dei tre prigionieri di guerra (insieme al Tenente di vascello Robert Frishman e al Capitano dell’Aeronautica Wesley Rumble) rilasciati il 5 agosto 1969, come mossa propagandistica da parte dei nordvietnamiti. L’accettare di essere rilasciati non era scontato: molti dei POW si rifiutavano di essere rilasciati perchè non volevano essere strumenti di propaganda. Nel caso di Hegdahl, d’accordo con gli altri prigionieri, accettò di essere rilasciato (era stato scelto dai Vietcong perchè considerato inutile e non pericoloso essendo considerato uno “scemo di guerra”) per poter fornire i nomi dei prigionieri di guerra (che aveva ben memorizzato) che erano ancora detenuti e rivelare le condizioni disumane a cui erano sottoposti. Di fatto, dopo il suo congedo, lo “stupido” Hegdahl fu invitato a partecipare ai colloqui di pace di Parigi del dicembre 1970 e affrontò i rappresentanti nordvietnamiti, che negavano ogni forma di tortura e prigionia disumana, esprimendosi e scrivendo in maniera ineccepibile. Hegdahl, davanti a Rappresentanti Vietcong, effettuò una denuncia inconfutabile sui maltrattamenti subiti dai prigionieri statunitensi nel campo.

In seguito Hegdahl mise a frutto la sua terribile esperienza prestando servizio come istruttore presso la Scuola di Sopravvivenza, Evasione, Resistenza e Fuga della Marina degli Stati Uniti presso la NAS North Island di San Diego. Lasciò la Marina degli Stati Uniti con il grado di sottufficiale di seconda classe, non dimenticando mai quella terribile esperienza. Ancora oggi, quando invitato ad eventi di veterani del Vietnam, stupisce tutti canticchia quel ritornello con i nomi dei suoi compagni di sventura nella prigione di Hoa Lo, il “Buco dell’Inferno”

Andrea Mucedola

Nota
1. Dixie Station era una posizione geografica durante la guerra del Vietnam nel Mar Cinese Meridionale, al largo del delta del Mekong, da cui le portaerei della Marina degli Stati Uniti lanciavano attacchi fornendo supporto aereo ravvicinato alle truppe di terra americane e dell’Esercito della Repubblica del Vietnam (ARVN) nel Vietnam del Sud.

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FONTE: Ocean4Future

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