La denuncia del sim Marina–Il sindacato sottolinea “il mancato riconoscimento di una ricompensa morale” e invita a prendere le “giuste decisioni in vista dell’attività del 2026”

“Se Nave Vespucci ha generato un ritorno economico totale di oltre 3 miliardi di euro, l’equipaggio invece ha dovuto utilizzare le indennità ricevute per coprire le spese di viaggio per un breve rientro a casa dopo moltissimi mesi di assenza”. Lo sottolinea la segreteria nazionale del Sindacato Italiano Militari Marina con una nota che segue la conferenza stampa, svolta a Roma alla presenza del ministro della difesa Guido Crosetto, che ha messo nero su bianco i numeri del tour mondiale svolto dalla nave scuola della Marina Militare tra il 2023 e il 2025. Si è parlato di un ritorno economico totale di oltre 3 miliardi di euro, che ha portato già ad incassi con “cifre decuplicate (569 milioni di euro)” rispetto agli oltre cinquanta milioni investiti, tra pubblico e privato. “L’impresa del Vespucci ha rafforzato il profilo, l’immagine e il prestigio dell’Italia nel mondo. L’augurio è che tutto ciò prosegua perché si tratta di un’eccellenza italiana”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano.
“A fronte di tanto valore aggiunto i nostri colleghi hanno effettuato il loro doveroso servizio alla nazione in condizioni insufficienti – denuncia tuttavia Sim Marina -. Un impegno eccellente da parte di tutto l’equipaggio: due anni di navigazione intervallata da intensa attività nei porti raggiunti, per accogliere migliaia di persone e organizzare ricevimenti per le più alte autorità locali. Invece al personale sono toccate meno delle briciole: le indennità ricevute sono state utili a coprire a malapena le spese per il viaggio verso casa in aereo dopo moltissimi mesi di assenza”. Durante la sosta lavori in Argentina, tra novembre 2023 e aprile 2024, solo una parte dell’equipaggio ha seguito le operazioni presso il cantiere Astillero Rio Santiago di La Plata.
“Nonostante lo avessimo chiesto espressamente, il rimborso per il viaggio verso casa è stato solo parziale, inconcepibile considerando il profitto tratto da questa attività – prosegue il sindacato -. Era stato assicurata piena assistenza all’equipaggio per tutta la durata del tour per alleviare le difficoltà della lunga permanenza in mare. Pare però che così non sia stato. Le grandi difficoltà durante la sosta in Argentina e l’impossibilità per l’equipaggio di mantenere un contatto con le proprie famiglie è stato segnalato dal Sim Marina, che con pressioni informali e lettere ufficiali è riuscito a far risolvere almeno questa problematica. Una mancata attenzione verso il personale che invece ha fatto il proprio dovere fino in fondo”. Il riferimento è a un sistema di comunicazione satellitare efficiente, installato in corsa.
“E che dire del mancato riconoscimento di una ricompensa morale che potesse tener conto dell’intensa e straordinaria attività svolta dell’equipaggio? Sim Marina al termine dell’attività ha chiesto che questa ‘ricompensa’ fosse riconosciuta ai membri dell’equipaggio imbarcati. Anche di questo finora nessuna traccia. Eppure secondo rappresentanti del governo il Vespucci, e quindi gli uomini e le donne imbarcati, ha rafforzato il prestigio e l’immagine dell’Italia nel mondo. Al termine del tour eravamo delusi dell’assistenza data a Nave Vespucci. Ora invece siamo indignati: oltre al danno la beffa. Nonostante questo vogliamo vedere positivo: c’è ancora tempo per generare il riconoscimento morale e prendere le giuste decisioni in previsione dell’attività oltre oceano già programmata per il 2026”.




