Per caccia e sottomarini. L’obiettivo è aumentare l’organico a 39mila. “So che il ministro Guido Crosetto ci sta lavorando perché è molto sensibile alle esigenze del personale”.

“Stiamo già lavorando ai progetti navali della generazione successiva: potrebbero essere dotati di propulsori nucleari, grazie alla tecnologia dei nuovi reattori, sia per i caccia che per i sottomarini”. Lo ha rivelato l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina Militare, intervistato oggi da Repubblica. L’ufficiale ha fatto il punto dell’impegno della forza armata in questi anni di tensioni internazionali, che ha visto grande attività da parte delle unità italiane nei mari di tutto il mondo. “È appena entrato in servizio il Trieste, che aumenta sensibilmente le nostre capacità di intervento anfibio. Può trasportare più mezzi, più truppe da sbarco e pure gli aerei F35B: può andare ovunque nel mondo e gestire per sei mesi un’operazione ad alta intensità. Dal 2029-30 arriveranno pure le navi anfibie più piccole che sostituiranno la classe Santi. Ed è stata decisa la costruzione delle altre fregate Fremm Evo, dei pattugliatori e dei cacciatorpediniere Ddx”. Credendino ha sottolineato la necessità di aumentare il personale della Marina Militare. “Le marine francesi e britannica, simili a noi come numero di navi, hanno diecimila persone in più. Noi siamo fermi a 30mila e questo ha un impatto sulla resilienza degli equipaggi che restano in mare per mesi e sulla vita delle loro famiglie, anche se tutti tornano entusiasti dalle missioni”. L’obiettivo è aumentare l’organico a 39mila. “So che il ministro Guido Crosetto ci sta lavorando perché è molto sensibile alle esigenze del personale”.





