Argomento di storia dal sito Ocean4Future
Malgrado l’influenza di Guglielmo Marconi e l’incondizionato appoggio imposto dalla politica alla Regia Marina per favorirne le esperienze e la costituzione dei primi servizi di telecomunicazione, la Prima Guerra Mondiale trovò la Regia Marina e le sue strutture sostanzialmente impreparate; proprio quando la guerra stava dando la dimostrazione dell’importanza della radio come sistema rapido di comunicazione. Purtroppo, in Italia, senza servizi diffusi ed industria di supporto, il settore era ancora poco conosciuto, quasi pionieristico, la cui priorità era però stata considerata dalla Regia Marina Militare, tanto da inviare i suoi ufficiali all’estero, per studi e specializzazione presso le scuole inglesi e francesi. Questo percorso di formazione, di particolare affinità con gli Inglesi, fu poi anche un sottofondo nelle ricorrenti tesi di tradimenti e complotti.

Qui si manifesta, nella ricerca storica, una certa difficoltà e mancanza di sintonia tra date reali e “date cartolarie”, tanto da far nascere qualche dubbio, se non sospetto; secondo lo stato di servizio di Guglielmo Marconi lo stesso risulterebbe in servizio dal momento dell’entrata in guerra, in forza, nel dicembre 1915, al Regio Esercito con la ‘Brigata Specialisti’ per una più efficiente applicazione della radio in guerra. Dopo di che, nel luglio 1916, fu poi promosso (per “meriti speciali”) Capitano del Genio (vedi foto in alto), poco prima di essere trasferito (con relativa promozione) alla Regia Marina italiana nell’agosto 1916 con il grado Capitano di Corvetta di Complemento (vedi foto in basso).

Quello che è certo è che, nel luglio 1916 la Regia Marina italiana, pressata dalle necessità di guerra e da evidenti carenze tecniche e di personale, aveva deciso di inserire l’insegnamento della radiotecnica presso la Regia Accademia Navale di Livorno, e contemporaneamente costituire, nello stesso comprensorio dell’Accademia Navale, un istituto specializzato con il compito istituzionale di contribuirne allo sviluppo con ricerche ed attività di studio. I vertici della marina decisero di far dirigere il nuovo Istituto (Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della Regia Marina, IERT), ad un proprio ufficiale, in aspettativa, in possesso di una profonda preparazione tecnica nonché adeguati riconoscimenti accademici. Giancarlo Vallauri – professore universitario – era infatti la massima autorità italiana dell’epoca nel campo della radiotecnica, e si era formato nella Regia Accademia con i massimi onori. Non ultimo, aveva avuto contatti con Marconi sia per i suoi precedenti come Ufficiale di Marina, sia per il ristrettissimo ambiente su tale specialità. Curiosamente, in questo frangente, non si menziona Marconi, personaggio non certo sconosciuto (né lui né il suo sodale braccio destro TV Solari) ai vertici della Regia Marina ed agli operativi.

L’allievo Giancarlo Vallauri, brillantissimo ricevette la sciabola d’onore
A questo punto è d’obbligo un ulteriore breve cenno su Giancarlo Vallauri; dopo aver frequentato la Regia Accademia Navale fu promosso guardiamarina nel 1903 con il massimo dei voti, conseguendo la sciabola d’onore; dopo un breve periodo di servizio si era poi dimesso dalla Regia Marina nel 1906, per conseguire a nel 1907 a Napoli la laurea in ingegneria elettrica, per dedicarsi definitivamente all’insegnamento universitario. Al momento della decisione della costituzione del nuovo Istituto, Vallauri era la massima autorità italiana in materia, da qualche mese era vincitore del concorso di docenza presso la Regia Accademia Navale, e quindi già destinato a Livorno.

L’ammiraglio Giancarlo Vallauri
L’uscita di Giancarlo Vallauri nel 1926, ed il successivo cono d’ombra che si creò intorno a lui, anche a seguito del rigetto della sua candidatura all’Accademia d’Italia, avrebbero molto a che vedere con un antisemitismo ante litteram e le azioni dello stesso Marconi che voleva il controllo assoluto del settore e lo sfruttamento di Coltano; la Marina Militare in seguito rivalutò giustamente la figura di Vallauri. Ordinario della cattedra di Elettrotecnica all’Università di Pisa, assunse dopo il 1926 la stessa cattedra presso il Politecnico di Torino, di cui fu rettore dal 1933 al 1938; nello stesso anno fu nominato Accademico delle Scienze pontificio, nominato Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e nel 1929 Accademico d’Italia; dal 1934 fu vicepresidente della classe di Scienze Fisiche. A Torino fondò e diresse l’Istituto elettrotecnico nazionale Galileo Ferraris, avviato nel 1934. Fu anche presidente della SIP e dell’EIAR, di cui mantenne la guida fino al 1943; non ultimo dal 1941 al 1943 fu presidente del CNR. Nel dopoguerra, scagionato da ogni sospetto generato dai numerosi incarichi ricoperti durante il Fascismo, venne reintegrato nei suoi incarichi di professore universitario nel 1946-1947 e fu nominato Accademico dei Lincei nel 1948. Morì il 7 maggio 1957 a Torino e venne sepolto a Sant’Albano Stura, suo paese di provenienza.
Vallauri e Marconi: due opposti che spesso furono obbligati a confrontarsi: uno eminentemente istituzionale, l’altro eminentemente politico.
Va compreso che all’epoca la ricerca scientifica nel campo radiotelegrafico ed elettrotecnico era in mano a due personaggi totalmente diversi:
Giancarlo Vallauri, in possesso di solide basi etiche e professionali, con esperienza di servizio navale, laurea, docenza Universitaria, in grado di formare e gestire personale;
Guglielmo Marconi, un geniale autodidatta, un astuto uomo d’affari dotato di incredibile intuito e comprovate capacità, abituato a destreggiarsi nel mondo politico e dell’alta finanza, nazionale e internazionale, della quale Londra era la capitale.
Quando fu fondato l’Istituto Elettrotecnico e Radiotelegrafico della Regia Marina (I.E.R.T.), Giancarlo Vallauri si trovò solo ad affrontare un compito immane: nel 1916, si era nel pieno della Prima guerra mondiale ed occorrevano armi e mezzi tecnici sempre più efficienti. Consapevole della necessità di perfezionare al massimo le radiocomunicazioni, la Regia Marina italiana volle che il nuovo Istituto costituisse l’eccellenza nel settore, con il duplice scopo di occuparsi dello studio e della ricerca nei campi dell’elettrotecnica, della radiotelegrafia e della radiofonia. Un Istituto che doveva essere al corrente ed all’altezza del progresso internazionale, capace di contribuire a ogni sviluppo, e al tempo stesso impartire l’insegnamento della radiotecnica ai futuri ufficiali che, fino ad allora, erano costretti a recarsi all’estero – principalmente Francia ed Inghilterra – per apprenderne gli elementi fondamentali. Aspetto, quello della solitudine in cui fu lasciato Vallauri, che dimostra la distanza reale tra la Regia Marina italiana e Marconi, che da quasi un ventennio era sovvenzionato proprio dalla Marina con i propri mezzi, avvallandone i risultati e comprandone prodotti e servizi (come nel caso limite della guerra di Libia). Non certo un rapporto di quelli che in termini moderni si definirebbero “win win”.
La costituzione dello IERT da parte della Regia Marina e dei suoi vertici fu una corretta visione del futuro e di una ricerca di una propria autonomia a tutto campo: dalla formazione, alla ricerca, all’industrializzazione, almeno a livello di quella che oggi si definirebbe start-up.
Fine I parte – continua
Gian Carlo Poddighe
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Francesco Caldari
Il Generale di Brigata (riserva) Francesco Caldari ha servito per quaranta anni nel servizio permanente effettivo nell’Arma dei carabinieri, ricoprendo incarichi di comando nella organizzazione Mobile (8° Battaglione “Lazio” in Roma) , in quella Territoriale (Tenenza/Compagnia di Acerenza), di Polizia Militare (Compagnia per la Marina Militare presso l’Alto Comando della Spezia) e della Tutela del Segreto (Agenzia di Sicurezza Interregionale CC M.M. La Spezia) nonché in servizio di polizia giudiziaria (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova). È stato altresì impiegato nel contesto di Stato Maggiore (da ultimo quale Ca.SM del Comando Legione “Liguria” in Genova), anche all’estero, come Provost Marshal presso il Quartier Generale di NATO-KFOR (Kosovo Force) a Prishtina/Priština.
Ha seguito numerosi e variegati corsi militari. Gli è stata concessa la Medaglia Mauriziana conferita al compimento di cinquant’anni di Carriera militare e l’onoreficienza di Cavaliere della Repubblica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Sicurezza (Roma-Tor Vergata) e quella magistrale in Relazioni Internazionali (Genova), qui con una tesi sulla “cooperazione internazionale di polizia”, argomento sul quale cura un blog ed un podcast. Concluso il servizio attivo si dedica alla sua passione per la storia

