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La perdita del CB 5 e l’attacco del CB 3 – dal saggio di Francesco Mattesini – parte III

23 Febbraio 2026

Dal sito Ocean4Future la terza parte sulle operazioni in Mar Nero

Il 13 giugno, a conferma di quanto aveva temuto il comandante Mimbelli, si verificò la prima ed unica perdita dei CB nella loro attività in Mar Nero, in seguito ad un attacco aereo seguito da quello di due motosiluranti sovietiche D-3 (tenente di vascello O.M. Chepik) e SM-3 (tenente di vascello M.K. Gurin). E ciò avvenne all’alba, il momento in cui i sommergibili rientravano a Yalta dalle missioni, quando il CB-5 del sottotenente di vascello Alberto Farolfi, fu colpito da un siluro da 533 mm 

Il comandante Mimbelli considerò l’attacco della motosilurante molto ardito ed astuto perché riuscì tranquillamente ad arrivare non avvistato fino all’imboccatura del porto per lanciare i siluri, per poi accostare bruscamente in fuori facendo fumo per occultarsi al tiro delle batterie tedesche di piccolo calibro e delle mitragliere che risultò molto intenso ma anche del tutto inefficace.12

I piccoli battelli italiani, che iniziarono le loro missioni belliche a mezzogiorno del 12 giugno, dopo due giorni di sosta dal trasferimento a Yalta da Costanza, portandosi per due giorni in agguato a sud di Sebastopoli, ebbero la possibilità di giungere più volte a contatto con le unità nemiche, e alcuni dei loro attacchi furono considerati dai comandanti come andati a buon fine. Iniziò con un fallito attacco del CB-3 del tenente di vascello Giovanni Sorrentino contro un incrociatore del tipo “Voroscilov”, alle 04.17 del 13 giugno, perché i due siluri, avendo percorso irregolare affondarono subito dopo il lancio effettuato sull’obiettivo dalla distanza di 1.800 metri e con un Beta di 90°. Si trattava dell’incrociatore Molotov (capitano di 2a classe M.F. Romanov), gemello del Voroscilov, salpato da Sebastopoli assieme al cacciatorpediniere Bdiltelny (capitano di 3a classe A.N. Gorshenin), trasportando uomini di navi affondate.

L’attacco del CB-3, avvenuto a 30 miglia dal Capo Sarytsch, passò inosservato, ed il fallimento fu dovuto, secondo il comandante Mimbelli, “all’irregolare funzionamento delle armi” che non si erano potete revisionare “dopo la traversata Costanza – Yalta, perché le sistemazioni a terra non erano ancora pronte”. Di questo attacco fallito Mimbelli fu particolarmente deluso, perché si era perduta l’occasione di affondare una delle due più belle unità di tutta la flotta sovietica del Mar Nero.13 Il 15 giugno si ebbe il vano tentativo di attacco del CB-4 del tenente di vascello Enrico Suriano contro un cacciatorpediniere, non portato a termine perché il sommergibile fu scoperto. Successivamente, alle 12.26 del 15 giugno e alle 05.02 del 18 giugno, il CB-3 del tenente di vascello Giovanni Sorrentino e il CB-2 del tenente di vascello Attilio Russo, a seguito di lancio dei due siluri navigando in affioramento a sud di Capo Saric, ritennero di aver affondato due sommergibili che navigavano in superficie.14
Per molti anni si è ritenuto, sulle basi dei dati riportati dal famoso storico tedesco Jürgen Rohwer – quando ancora gli archivi sovietici non erano consultabili – che si trattasse rispettivamente dei sommergibili sovietici S-32 e ShCh 206 i quali, assieme ad altre unità subacquee, erano impiegate per il trasporto di rifornimenti a Sebastopoli.

Secondo il sito uboat.net, il sommergibile sovietico S 32 (capitano di 3a classe S.K. Pavlenko) di 586 tonnellate, durante l’appoggio navale fornito alla difesa di Sebastopoli,  fu bombardato e affondato il 26 giugno da un aereo tedesco He. 111 della 2a Squadriglia del 1° Gruppo Bombardamento (I./KG.100), a sud di Feodosia (Crimea) nella posizione lat. 44°12’N, long. 33°48’E. E’ quindi da escludere che il CB-3 lo avesse affondato nove giorni prima.15

Si é allora considerato che il presunto sommergibile attaccato con due siluri dalla distanza di circa 1.200 metri dal CB-3 – ritenuto dal comandante Sorrentino appartenente alla classe “Decabrist” – “colpito al centro provocando una violenta esplosione” ed il sicuro affondamento,16 potesse essere lo ShCh-213 (capitano Nikolai Vasilievich Isaev), di 586 tonnellate; ciò è impossibile perché quel sommergibile sovietico – il cui affondamento per anni fu attribuito alle bombe di profondità del cacciasommergibili ausiliario tedesco UJ 116/Xanten al largo di Tulcea, Romania – andò perduto per una mina di uno sbarramento (posato tra il 15 e il 17 ottobre 1942 dai posamine rumeni Admiral Murgescu, Regele Carol e Aurora). Il relitto, con un grosso squarcio nello scafo, fu infatti trovato da due sommozzatori rumeni e uno olandese del Centro Aquarius il 15 novembre 2008 a 15 miglia al largo di Costanza.17

In realtà, come sappiamo da Fabrizio Gatti, il sommergibile attaccato era un’unità che veniva impiegata come posamine, L-5 (capitano 3a classe A.S. Zhdanov) che “era rimasto leggermente danneggiato dall’impatto dei due siluri, inesplosi, lanciati dal CB-3 il 15 giugno 1942”.18

Fine III parte – continua
Francesco Mattesini

Note
11 Ibidem.
12 Navi Militari Perdute, Ufficio Storico della Marina Militare (USMM), 5a Edizione, p. 58; AUSMM, “Supermarina – Diario dell’Attività della 4a Flottiglia MAS dall’arrivo in Mar Nero al giorno 30 giugno 1942”, fondo, Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86.
13 AUSMM, IV Flottiglia Mas, “Il concorso della Flottiglia italiana del Mar Nero alla conquista di Sebastopoli”, Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86.
14 Tre ore dopo l’attacco del CB-2, alle 08.25 del 18 giugno, una imbarcazione sovietica attaccò il sommergibile, sparandogli contro con le sue mitragliere, e alcuno proietti colpirono le sovrastrutture del CB-2, i cui danni furono insignificanti. Cfr., AUSMM, Statino del sommergibile CB-2.
15 In un secondo tempo Rohwer ha ritenuto, pur con dubbio, che il sommergibile attaccato dal CB-3 potesse essere l’ShCh 208, che invece fu affondato il 23 agosto 1942 per mine nel tratto di mare al confine tra la Romani e la Bulgaria. Cfr., Die U-Boote – Erfolge der Achsemmächte 1939- 1945, Jürgen Rohwer, J.F. Lehmanns, Verlag, 1970, München, p. 218.
16 AUSMM, “Supermarina – Diario dell’Attività della 4a Flottiglia MAS dall’arrivo in Mar Nero al giorno 30 giugno 1942”, fondo, Scontri Navali e Operazioni di Guerra, cartella n. 86.
17 Submarine S-CIA 213, nel sito uboat.net.
18 Fabrizio Gatti, L’attività della 1a Squadriglia CB in Mar Nero tra il settembre e il dicembre 1943”, nel sito academia.edu, pagina 1, nota 1.

Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e la fonte o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo.

PARTE I PARTE II PARTE III 

PARTE IV PARTE V PARTE VI



Andrea Mucedola

Ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), è laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l’Università di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all’Università di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d’oro dell’Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD – AIOSS).

FONTE: Ocean4Future

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