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La divisa del marinaio: tradizione e praticità

22 Marzo 2026

Dal sito Ocean4Future un po’ di storia della divisa. Tutto da leggere!

Lo avreste mai pensato che le uniformi dei marinai, così simili fa loro, abbiano un’origine comune? Qual è il loro significato? Oggi Paolo Giannetti ci racconta tante curiosità in merito ai componenti del vestiario di questa caratteristica divisa. Le uniformi da marinaio presentano caratteristiche di forma similari in tutte le marine del mondo, legate tradizionalmente all’uso che se ne faceva nella marina velica. A parte le differenze di tessuto, in funzione della stagione o delle condizioni meteorologiche presenti, le fogge sono ancora oggi abbastanza simili fra le varie marinerie a significare l’intimo legame ancor oggi esistente fra tutti coloro che solcano i mari.

Le divise dei marinai si rassomigliano molto … da sinistra marinaio russo, marinaio tedesco, marinaio statunitense

Tradizionalmente le fogge delle tenute dei marinai erano abbastanza simili in tutte le marine mercantili e militari del mondo, a causa dell’uso specifico che richiedeva praticità e facilità di reperimento dei materiali per confezionarle. Ad esempio il tipico cappello di paglia, spesso corredato da un nastro, accessorio che rimase in auge per secoli. Il cambiamento avvenne tra il XVIII ed il XIX secolo con la creazione di truppe regolari a bordo delle navi, cosa che rese necessaria una maggiore standardizzazione dell’uniforme. Ci sarebbe molto da raccontare ma oggi parlerò oggi di quelle in uso nella marina italiana, accennando però ad alcune curiose differenze presenti nelle altre Marine.

Iniziamo dall’alto, con il Berretto

Comunemente chiamata “pizza”, per la sua tipica forma schiacciata, è forse l’accessorio più distintivo della divisa da marinaio, talvolta indossato con diverse inclinazioni a seconda della moda del momento.

Marinai in divisa da sbarco – dettaglio di acquerello di Quinto Cenni (1845-1917) – raccolta di Castel S’Angelo

Questo copricapo sostituì definitivamente ai primi del ‘900 il tradizionale cappello di paglia. La forma tonda e piatta non era casuale ed era studiata per ridurre la possibilità che volasse di testa in casi di vento. Per rinforzare la sicurezza il berretto era (ed è) corredato da un nastrino sottomento. La sua origine potrebbe risalire agli Stati Uniti ed era rigorosamente impermeabilizzato con delle cere per resistere alle intemperie. Sul berretto era collocato un nastro nero che riportava il nome della nave di appartenenza, un’usanza ancor oggi seguita da molte marine.

Inizialmente ne esistevano due versioni, l’invernale di color scuro e l’estiva di color bianco, come per le relative uniformi. Nel 1974 la Marina militare italiana abrogò il berretto con fodera nera invernale, sostituendolo prima con quello estivo (con fodera di tela bianca) e poi con quello con copertura di plastica bianca.

Solino

Anticamente i marinai imbarcati portavano delle folte chiome e usavano tenere i capelli spalmati di grasso (impeciati) raccolti in codini. Ovviamente il grasso sporcava il dorso delle casacche (dette in gergo Camisacci) per cui iniziarono a portare sul collo un fazzoletto o un pezzo di stoffa che con il tempo diventò di uso comune tra tutti i marinai del mondo. Successivamente ai fazzoletti furono aggiunte delle guarnizioni e colori distintivi: nacque, così, il solino.

Quinto Cenni, divise della regia marina ..  notare il marinaio a destra che indossa il solino blu, simbolo dei marinai italiani – Fonte: Gino Galuppini, Le uniformi della marina militare, vol. 1 and 2. Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, 1999 –
Quinto Cenni – Uniformi della Marina.jpg – Wikimedia Commons

Sebbene sia sempre più difficile vedere un marinaio in divisa per strada, la sua divisa può essere osservata durante la visita a bordo di una nave o nei Comandi a terra della Marina militare e delle Capitanerie di Porto. I marinai italiani hanno sul solino due strisce bianche parallele che corrono lungo tutto il bordo. Il motivo non è chiaro. Una teoria, poco probabile, è che stiano a ricordare due flotte (?) sconfitte in mare, un’altra è che in origine le due bande bianche servissero a riconoscere il marinaio imbarcato (due righe) da quello destinato a terra che ne aveva una sola; la stessa regola per il numero di bande valeva per il fondo delle maniche. Sugli angoli del solino sono presenti le stellette a cinque punte, uno dei simboli della Repubblica Italiana, segno distintivo dello status di militare comune a tutti i membri delle Forze Armate.

Una curiosità

I solini dei marinai del mondo non sono tutti uguali. Per esempio il solino italiano è di colore blu mentre quello dei marinai statunitensi è bianco. Quello tedesco è di color nero con tre filetti come quello dei marinai inglesi. Per gli Inglesi i tre filetti ricordano le tre grandi vittorie di Horatio Nelson: Abukir, Copenhagen e Trafalgar.

Nella marina inglese, scende sul petto a fiocco in segno di lutto per la morte del grande ammiraglio Nelson avvenuta sul ponte della sua HMS Victory durante la battaglia di Trafalgar, colpito da un guardiamarina francese della nave Redoutable.

Non ultimo il “cordino“, un residuato della cimetta a cui veniva legato il coltello in dotazione a tutti i marinai. Erroneamente è chiamato da alcuni “lutto di Nazario Sauro” in quanto nacque la leggenda che fosse nato come un tributo al martire della prima guerra mondiale, impiccato dagli austroungarici nel 1916.

In realtà la sua origine è molto più antica in quanto i marinai del periodo velico tenevano sempre a portata di mano un coltello per tagliare vele, sartie e cime varie; per evitare di perderlo e tenere le mani libere, lo tenevano assicurato alla cintura o portato a tracolla con una cimetta (cordino). L’uso del coltello, che nel tempo aveva trovato un diverso alloggiamento nella divisa, fu abolito nel 1925 ma l’uso del cordino rimase come parte dell’uniforme, arrotolato nel dovuto modo ad un fazzoletto nero piegato “a salsiccia” sul petto. L’origine del fazzoletto sembra derivare dall’uso che ne veniva fatto per le pulizie di cannoni o per fasciarsi … le ferite.

Camisaccio

Al di sopra del corpetto bianco, nella parte superiore della divisa ordinaria sia invernale che estiva, i marinai indossano una casacca a maniche lunghe con scollo a V, con un laccetto dove fissare il fazzoletto con il cordino.

A differenza di quella invernale, il camisaccio estivo ha in dotazione fissa il solino, e presenta alle maniche dei polsini.  Il camisaccio presenta il vantaggio di poter essere sfilato velocemente essendo privo di bottoni o lacci da sciogliere. Sulla manica sinistra in alto sono cuciti i gradi e le categorie di appartenenza del marinaio che ne differenziano l’impiego a bordo.

Per finire i famosi pantaloni a campana

Guardando dei vecchi filmati vi sarete forse domandati il perché della forma dei pantaloni dei marinai, a zampa di elefante. Il tipico taglio dei pantaloni con le estremità “svasate” (ricordate Corto Maltese) era utilizzato per permettere di arrotolarli senza difficoltà per il lavaggio della coperta, normalmente fatto nella marina velica a piedi nudi. Inoltre, sul davanti, poteva essere aperta una pattina che facilitava l’espletare delle … funzioni organiche. Si sa, su una nave tutto era più complicato e ai tempi della marina velica molti dei bisogni erano fatti nella delfiniera a prora e ridurre cinture e bottoni rendeva più facile la svestizione. Oggigiorno i vecchi e comodi pantaloni con la pattina centrale sono stati sostituiti da quelli più moderni dotati di zip e bottoni … e la caratteristica foggia è stata ormai abbandonata.

Cieli sereni

Paolo Giannetti

In anteprima un ufficiale ispeziona un plotone di marinai in tenuta estiva, I guerra mondiale – IWM Q 19096 – The Italian Navy in the Mediterranean, 1915-1918

Alcune delle immagini sono prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o chiedere di rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

Francesco Caldari

Il Generale di Brigata (riserva) Francesco Caldari ha servito per quaranta anni nel servizio permanente effettivo nell’Arma dei carabinieri, ricoprendo incarichi di comando nella organizzazione Mobile (8° Battaglione “Lazio” in Roma) , in quella Territoriale (Tenenza/Compagnia di Acerenza), di Polizia Militare (Compagnia per la Marina Militare presso l’Alto Comando della Spezia) e della Tutela del Segreto (Agenzia di Sicurezza Interregionale CC M.M. La Spezia) nonché in servizio di polizia giudiziaria (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova). È stato altresì impiegato nel contesto di Stato Maggiore (da ultimo quale Ca.SM del Comando Legione “Liguria” in Genova), anche all’estero, come Provost Marshal presso il Quartier Generale di NATO-KFOR (Kosovo Force) a Prishtina/Priština.

Ha seguito numerosi e variegati corsi militari. Gli è stata concessa la Medaglia Mauriziana conferita al compimento di cinquant’anni di Carriera militare e l’onoreficienza di Cavaliere della Repubblica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Sicurezza (Roma-Tor Vergata) e quella magistrale in Relazioni Internazionali (Genova), qui con una tesi sulla “cooperazione internazionale di polizia”, argomento sul quale cura un blog ed un podcast. Concluso il servizio attivo si dedica alla sua passione per la storia

FONTE: Ocean4Future

Vi Invito a consultare il sito cliccando sul banner qui sotto

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