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Il ritrovamento dell’U 3523 nei fondali del mare del Nord

17 Agosto 2024

Dal sito Ocean4Future un articolo di notevole interesse per gli appassionati

Il Sea War Museum Jutland di Thyborøn è un museo danese dedicato al più grande scontro navale della storia, la battaglia dello Jutland/Skagerrak, avvenuto il 31 maggio 1916, quando 100.000 uomini su 250 navi combatterono così violentemente che i colpi sparati dai loro potenti cannoni si potevano sentire dalla terraferma. La battaglia navale durò dodici ore e, al suo termine, 25 navi giacevano sul fondo del mare e 8.645 marinai tedeschi e britannici avevano perso la vita.
Il Sea War Museum Jutland, impegnato da anni nella ricerca di relitti di unità navali scomparse, ne ha finora ritrovato circa 450 nel Mare del Nord e nello Skagerrak, tra cui dodici sottomarini dei quali tre britannici e nove tedeschi. Ultimo temporalmente il relitto dell’U-Boot tedesco U-3523 che risultava essere stato affondato nello Skagerrak da un aereo britannico il 6 maggio 1945. Ironia della sorte, il giorno prima, le forze tedesche in Danimarca, Germania nord-occidentale e Paesi Bassi si erano arrese agli alleati e quel giorno l’U-Boot stava navigando in superficie con altri due battelli, l’U-534 e l’U-3503, a nord della linea del cessate il fuoco. Scoperto dall’aereo alleato, nonostante la guerra fosse terminata, fu affondato con bombe di profondità da un aereo B-24 Liberator britannico dell’86° Squadrone/G RAF a circa 10 miglia nautiche a nord di Skagen Horn, Skagerrak, portando con se tutti i membri dell’equipaggio.

Un battello subacqueo innovativo

L’U 3523 non era un sottomarino qualsiasi ed apparteneva alla allora moderna e rivoluzionaria classe di U-boote tipo XXI (Elektroboot) che era stata realizzata dalla Marina nazista alla fine della guerra. Con un dislocamento di 1.621 tonnellate in superficie e 1.819 tonnellate, aveva una lunghezza totale di 76,70 m con un pescaggio di 6,32 m. Il sottomarino era alimentato da due motori diesel MAN SE M6V40/46KBB a sei cilindri sovralimentati, ciascuno dei quali forniva 4.000 cavalli di potenza, due motori elettrici a doppio effetto Siemens-Schuckert GU365/30, ciascuno dei quali forniva 5.000 CV, e due motori elettrici silenziosi Siemens-Schuckert GV232/28, ciascuno dei quali forniva 226 CV che consentivano una velocità massima in superficie di 15,6 nodi e, in immersione, di 17,2 nodi (se alimentata da motori silenziosi, poteva navigare a una velocità di 6,1 nodi.

Il design aerodinamico dell’U-Boot è evidente in un battello parzialmente completato a Brema; questo conferiva al sottomarino una velocità senza precedenti (da National Archives) 

Phantom of the Deep: Germany’s Underwater Wonder Weapon (historynet.com)

Anche la sua autonomia era interessante; 340 miglia nautiche in immersione a 5 nodi mentre in superficie poteva percorrere 15.500 miglia nautiche. Il suo armamento era di sei tubi lanciasiluri da 53,3 cm) a prua e quattro cannoni antiaerei C/30 da 0,79 pollici. Poteva trasportare ventitré siluri, o diciassette siluri e dodici mine. L’equipaggio era solitamente composto da cinque ufficiali e cinquantadue uomini. L’unicità del progetto degli Elektroboot era legata all’impiego di perossido di idrogeno che veniva ridotto chimicamente ed i suoi gas venivano utilizzati per far girare una turbina a circa 20.000 giri al minuto collegata a un’elica. Ciò consentiva al sottomarino di funzionare sott’acqua in ogni momento, poiché non c’era bisogno di aria per far funzionare i motori.

Schema strutturale del sottomarini classe XXI da US government document SRH025-p40.jpg – Wikimedia Commons

Di contro il sistema consumava enormi grandi quantità di quantità di carburante. Per superare questi problemi fu deciso di impiegare il peridrolo solo per spunti di velocità per cui i trasferimenti in superficie sarebbero stati effettuati utilizzando un motore diesel per caricare le batterie. Tuttavia, mentre un battello convenzionale avrebbe utilizzato il diesel come motore primario e le batterie per brevi periodi di potenza subacquea, in questo caso la barca avrebbe funzionato quasi sempre con le batterie nei trasferimenti a bassa velocità, dedicando il diesel solo per la ricarica delle batterie (azione che richiedeva solo tre ore). Considerando le missioni dei sottomarini si trattava quindi di un progetto innovativo che avrebbe influenzato gli sviluppi futuri. Non a caso, dopo la guerra, furono effettuati degli studi dalla Marina degli Stati Uniti su due Type XXI catturati che dimostrarono le eccezionali capacità cinematiche anche in condizioni di mare avverse. Tra l’altro lo scafo del primo sottomarino a propulsione nucleare della Marina degli Stati Uniti, l’USS Nautilus (SSN-571), fu disegnato sul progetto modificato dello scafo deI sottomarini Type XXI. Ma non furono gli unici: anche la Gran Bretagna, la Francia e l’Unione Sovietica catturarono un certo numero di U-Boot tedeschi di tipo XXI e li impiegarono per un certo periodo per sviluppare la tecnologia tedesca. In particolare, la marina sovietica sviluppò la classe di sottomarini Whiskey che fu utilizzata in servizio attivo fino agli anni ottanta. Un U-Boot tipo XXI è ancora visibile nel porto di Bremerhaven di fronte al locale Museo marittimo.

Il relitto giace a 123 metri di profondità
Di questa classe di sottomarini furono impostati dai Tedeschi 118 battelli ma solo due entrarono in servizio attivo e nessuna fu mai impiegato in battaglia. In merito alle loro peculiari caratteristiche, dopo la guerra incominciarono a girare voci per cui, grazie alla loro eccezionale autonomia, avrebbero consentito di navigare senza scalo fino al Sud America, trasportando occultamente nazisti in fuga e oggetti di valore. Fu il caso per l’U 3523? Forse non lo sapremo mai.

Secondo un comunicato stampa delSea War Museum Jutland di Thyborøn il sottomarino è stato localizzato dalla nave da ricerca Viña, che stava esplorando il fondale marino nei pressi della città di Skagen. Durante la scansione del fondale marino con un sonar ad alta risoluzione apparve sullo schermo l’ombra acustica di un sottomarino a circa dieci miglia nautiche a nord di Skagen. La parte anteriore del relitto appariva insabbiata nel sedimento marino mentre la poppa svettava fino a 20 metri sopra il fondale. In parole semplici, il sottomarino appariva infilzato nel fondale a circa 123 metri di profondità. La cosa che sorprese i ricercatori fu che la posizione del relitto era diversa da quella nota dell’affondamento dell’U 3523 ovvero a circa 9 miglia nautiche a ovest della posizione segnalata dal bombardiere britannico all’epoca.

Il battello giace quindi nelle torbide e fredde acque di Skagen, insabbiato nel sedimento a 123 metri con quello che resta di quei 58 marinai. Sebbene tecnicamente sia possibile immergersi a quelle profondità, la possibilità di effettuare una ricognizione, penetrando nel suo interno appare complessa. Forse è meglio così … lasciamo riposare quelle giovani vite nel loro sacrario di guerra. Come giustamente sottolineano i curatori del museo, ogni guerra è una tragedia ma la storia deve essere raccontata e le vittime onorate e ricordate!
 
Disegni estratti dal comunicato stampa del Sea War Museum  

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FONTE: Ocean4Future

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