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Nell’epoca di internet, le bandiere del codice internazionale dei segnali godono ancora di ottima salute

9 Giugno 2026

Un argomento sempre attuale dal sito Ocean4Future a cura di Andrea Mucedola

Le avete studiato ai corsi di nautica o forse vi siete solo incuriositi vedendole a riva sugli alberi delle imbarcazioni: sono le bandiere usate dal codice internazionale dei segnali per trasmettere informazioni o, più semplicemente, per identificarsi.

Il codice internazionale

Il primo codice internazionale fu progettato nel lontano 1855 dal British Board of Trade (BBT) e  pubblicato nel 1857  in due parti: la prima conteneva i segnali universali e internazionali e la seconda i soli segnali britannici. Diciotto diverse bandiere di segnalazione furono utilizzate per creare oltre 70.000 possibili messaggi. Il codice fu revisionato dal BBT nel 1887 e fu modificato nel corso della Conferenza internazionale di Washington del 1889. Il codice fu usato anche dai militari nella battaglia di Tsushima quando i sopravvissuti della flotta russa inviarono il messaggio XGA (“mi arrendo”) agli ufficiali nipponici. Nella stessa battaglia i giapponesi impiegarono un loro codice, sempre basato sulle bandiere. Fu alzata la bandiera Zulu che, come da accordi precedenti significava ‘Il destino dell’Impero si basa sul risultato di questa battaglia. Che ogni uomo faccia il suo meglio‘. A seguito della vittoria di Tsushima, il segnale ‘Zulu’ è entrato a far parte della tradizione della Marina Imperiale Giapponese ma non solo .. ancor oggi i  marinai usano dire BZ per congratularsi per un azione, non necessariamente bellica, particolarmente riuscita.

Dopo la prima guerra mondiale, alla Conferenza internazionale di radiotelegrafia di Washington del 1927 il codice venne preparato in sette lingue (inglese, francese, italiano, tedesco, giapponese, spagnolo e norvegese). Nel 1930, alla conferenza di Madrid venne istituito anche un comitato per la revisione permanente del codice, introducendo un vocabolario per la nascente aviazione ed una sezione medica completa con l’assistenza e per suggerimento dell’Office international d’hygiene publique. Fu anche inserito un certo numero di segnali per le comunicazioni tra navi ed armatori, agenti marittimi, scali per le riparazioni, ed altre strutture marittime. Lo strumento divenne quindi sempre più articolato e vicino alle esigenze dei traffici marittimi che ormai avevano preso il sopravvento su quelli terrestri.

Dopo il secondo conflitto mondiale, la Conferenza Amministrativa delle Radiocomunicazioni della International Telecommunication Union (ITU) suggerì che il codice internazionale dei segnali dovesse rientrare nelle competenze della Inter-Governmental Maritime Consultative Organization (IMCO), che poi divenne l’attuale IMO.

Nel gennaio 1959 la prima assemblea dell’IMCO decise che l’organizzazione dovesse assumere tutte le funzioni svolte dal comitato permanente per l’International Code of Signals. Fu avviata una nuova revisione ed il codice fu tradotto anche in greco e russo. Il codice fu ulteriormente aggiornato nel 1964 tenendo conto delle raccomandazioni della Convenzione internazionale per la sicurezza della vita in mare (SOLAS) del 1960 e della Conferenza amministrativa delle radiocomunicazioni di Ginevra del 1959  e fu finalmente adottato nel 1965. Una curiosità: il codice prevedeva la possibilità di scambiare i segnali tramite le bandiere segnaletiche, a lampi di luce con l’uso dei simboli Morse, a voce con l’uso del megafono, con l’uso di simboli, per via Radiotelegrafica e Radiotelefonica (RTF) ed a  braccia con bandiere o senza bandiere.

Le bandiere segnaletiche

Conoscere il significato delle bandiere è molto importante per tutti i naviganti. Esse indicano situazioni in atto o di pericolo che non possono essere ignorate. Tenete sempre conto che l’inosservanza dell’esposizione può avere risvolti legali anche molto gravi. Si pensi al natante che vedendo una bandiera alfa a riva dei un imbarcazione (subacqueo in immersione) non si allontana e mette a rischio la vita dello stesso.

Le bandiere di segnaletica vanno sempre posizionate in alto. Qualora siano più di una, devono essere poste verticalmente, dall’alto verso il basso, e divise in più gruppi opportunamente distanziati fra loro al massimo dello spazio occupato da quattro bandiere. Per rispondere ad un segnale si antepone al messaggio la cosiddetta bandiera “intelligenza” che ha anche la funzione di virgola (o di punto) nei numeri decimali. L’impiego delle bandiere nautiche offre vari metodi di codifica dei segnali. Esse possono essere impiegate singolarmente o poste in sequenza per trasmettere informazioni più complesse. In alcuni campi possono avere significati anche diversi come, ad esempio, nelle gare veliche nelle quali le bandiere assumono altri significati rispetto a quelli standard: ad esempio, la bandiera che sta per P indica una partenza imminente, mentre quella che sta per S significa “corsa abbreviata – short time”.

Vediamole insieme 

Letteraradiofoniabandierasignificato comune
AALFA “Ho un sommozzatore in immersione; tenersi bene a distanza e procedere a bassa velocità.”
BBRAVO“Sto caricando, scaricando o trasportando materiale pericoloso.”
CCHARLIE “Affermativo”
DDELTA“Tenersi a distanza; sto manovrando con difficoltà.”
EECHO “Sto accostando a dritta.”
FFOXTROT“Sono in avaria; comunicate con me.”
GGOLF“Richiedo un pilota.”
In caso di pescherecci che operano nelle vicinanze significa: “Sto issando le reti”
HHOTEL “Ho un pilota a bordo.”
IINDIA “Sto accostando a sinistra”
JJULIET“Ho un incendio a bordo e trasporto merci pericolose: mantenetevi lontano da me.”
oppure: “Sto perdendo merci pericolose.”
KKILO“Desidero comunicare con voi.”
LLIMA Questo è uno dei segnali che assume un significato molto differente se usato in mare o i in porto.
In porto: “La nave è in quarantena” 
In mare: “Fermate immediatamente la vostra nave.”
MMIKE “La mia nave è ferma e senza abbrivio”
NNOVEMBER  “Negativo” è il contrario della bandiera CHARLIE
OOSCAR  “Uomo in mare!”
PPAPA In porto: “Tutti devono rientrare a bordo, la nave sta per salpare.”
In mare può essere usata dai pescherecci per comunicare “Le mie reti si sono impigliate in un ostacolo.”
QQUEBEC “La mia nave è indenne e chiedo libera pratica.”
RROMEO E’ un segnale per indicare una specifica procedura (ad esempio un rifornimento in mare).
SSIERRA “Le mie macchine stanno andando indietro.”
TTANGO  “Mantenetevi lontano da me, sono impegnato in operazioni di pesca a due battelli.”
UUNIFORM “State andando verso un pericolo.”
VVICTOR “Richiedo assistenza.”
WWHISKHEY  “Richiedo assistenza medica.”
XX-RAY “Sospendete quello che state facendo e fate attenzione ai miei segnali.”
YYANKEE  “La mia ancora sta arando.”
ZZULU “Richiedo un rimorchiatore.”
Se usato da pescherecci significa: “Sto calando le reti.”
 Intelligenza E’ una bandiera di segnaletica speciale che ha diversi significati : – separa la parte intera dalla parte decimale di un numero;
– indica che si sta rispondendo ad un messaggio o che si è compreso il messaggio appena ricevuto;
– se issata dal trasmittente, indica la fine della comunicazione

Ecco  una selezione di alcuni tra i bi-lettere più comuni:

Ecco le bandiere numeriche che indicano i numeri da 0 a 9 corredate del loro segnale Morse.

A proposito del codice Morse (quello usato per lanciare il famoso e tragico SOS), è stato per lungo tempo considerato lo standard per la codifica delle informazioni, grazie alla possibilità di inviare in aria segnali alfanumerici relativamente brevi per comunicare tra navi in mare e stazioni terrestri. Esso rimase lo standard internazionale per le comunicazioni marittime fino al 1999, prima di essere soppiantato dalle comunicazioni digitali.

I segnali delle Bandiere sono radicati nella tradizione marinaresca e nella praticità dell’uso e, nonostante i progressi della tecnica, rimarranno un sistema di comunicazione fra i marinai finché l’Uomo navigherà.

Chiudiamo con un BZ a tutti

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

Andrea Mucedola

Ammiraglio della Marina Militare Italiana (riserva), è laureato in Scienze Marittime della Difesa presso l’Università di Pisa ed in Scienze Politiche cum laude all’Università di Trieste. Analista di Maritime Security, collabora con numerosi Centri di studi e analisi geopolitici italiani ed internazionali. Ricercatore subacqueo scientifico dal 1993, nel 2019, ha ricevuto il Tridente d’oro dell’Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee per la divulgazione della cultura del mare. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Atlantide e della Scuola internazionale Subacquei scientifici (ISSD – AIOSS).

FONTE: Ocean4Future

Vi Invito a consultare il sito cliccando sul banner qui sotto

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