Dal sito Ares Osservatorio Difesa un approfondimento a cura di Giacomo Cavanna

11 Dicembre 2025
La Royal Fleet Auxiliary (RFA) attraversa un periodo di forte criticità, segnato da carenze di personale, ritardi nei finanziamenti e unità navali impossibilitate a operare.
Nonostante gli impegni assunti nel 2024 sulla revisione degli stipendi, la situazione è nuovamente in stallo: parte del personale è pronto a tornare alla protesta, mentre una quota significativa della flotta resta ormeggiata in attesa di risorse.
Nuove tensioni sul fronte salariale
Il sindacato RMT, che rappresenta la maggioranza degli equipaggi della RFA, ha confermato l’avvio della consultazione per un nuovo sciopero, lamentando l’assenza di un’offerta concreta per il 2025 dopo la promessa revisione salariale del 2024. Anche Nautilus, che rappresenta gli ufficiali, sarebbe prossimo a lanciare un referendum interno.
Nel gennaio 2025 il personale aveva votato la fine del contenzioso sugli stipendi grazie a un aumento significativo legato alla perdita di potere d’acquisto maturata negli anni. Tuttavia, secondo fonti interne, il Ministero della Difesa avrebbe ritrattato gli accordi temporali e l’offerta per il nuovo anno fiscale non si è ancora materializzata.
Questa riapertura del fronte sindacale si inserisce in un quadro delicato: negli ultimi tre anni l’organico della RFA si è assottigliato in modo evidente, con un numero crescente di dimissioni e un turnover insufficiente a coprire le uscite. Le condizioni economiche e contrattuali offerte dal settore mercantile risultano infatti più vantaggiose e attraggono profili esperti difficili da rimpiazzare.
Reperire equipaggi
La capacità di mantenere equipaggi operativi rappresenta una priorità assoluta, soprattutto in prospettiva dell’ingresso in servizio delle future navi di supporto alla flotta (Fleet Solid Support) previste per gli anni 2030. La RFA, pur in difficoltà, resta il primo datore di lavoro di marittimi britannici, offrendo un pacchetto di sicurezza occupazionale e pensionistica generalmente superiore alla media del settore privato.
L’ex comandante di fregata Tom Sharpe, commentando sul Telegraph, ha definito la situazione della RFA “paralizzante per la Royal Navy”, sostenendo che servano “decisioni coraggiose”.
Ha inoltre osservato che l’assenza di navi di supporto rende insostenibile l’impiego dei gruppi portaerei:
Il Ministero della Difesa ha risposto affermando che la RFA continua comunque a garantire supporto globale “in base a priorità e disponibilità”.
RFA Argus
La situazione di RFA Argus, l’unica Primary Casualty Receiving Ship della flotta britannica, costruita negli anni 80′ in Italia presso i Cantieri Breda a Marghera, rappresenta il punto più critico.
Non idonea a navigare dall’inizio dell’anno, la nave è stata dichiarata insicura e ha perso la certificazione di navigabilità lo scorso luglio. Tecnici di Lloyds Register e ispettori marittimi hanno evidenziato condizioni strutturali estremamente preoccupanti. Secondo quanto riportato dal Daily Telegraph le carenze riscontrate all’asse porta-elica avrebbero potuto comportare l’allagamento della nave.
L’ex First Sea Lord, Lord West of Spithead, ha definito la nave “in uno stato decrepito”, aggiungendo che è “inaccettabile” che un’unità di tale importanza sia stata lasciata deteriorare fino a livelli non più sicuri.
Argus è stata parzialmente “accantonata”, rimosso il Phalanx e svuotata delle attrezzature non essenziali. Parte del personale è stato già trasferito verso altre unità, tra cui la ripristinata RFA Tiderace. Le opzioni oggi sul tavolo sono due: un costoso intervento di riparazione strutturale oppure la demolizione definitiva.
RFA Proteus, unico assetto per il Seabed Warfare
Nonostante le difficoltà, emergono segnali incoraggianti: RFA Proteus, nave dedicata al controllo delle infrastrutture subsea e al Seabed Warfare, è in mare al largo della Norvegia. Il piano originario prevedeva tre unità per assicurare copertura continua; tuttavia, le restrizioni di bilancio portarono l’allora ministro Ben Wallace ad approvarne una sola.
Superati i problemi iniziali, Proteus potrebbe assicurare fino a 330 giorni operativi all’anno, garantendo continuità nelle missioni sensibili legate alla protezione di cavi e condotti strategici.
RFA Argus
Particolarmente critica la situazione della nave ospedale/logistica RFA Argus, ferma a Portsmouth da sei mesi con limitazioni operative tali da non poter prendere il mare in sicurezza. Le operazioni di sbarco dei materiali sono in corso, preludio, con ogni probabilità, a una dismissione imminente.
La disponibilità della flotta

The British Royal Fleet Auxiliary landing dock ship RFA Cardigan Bay (L3009) (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 1st Class Michael Sandberg/Released)
Le difficoltà operative non riguardano soltanto Argus. RFA Lyme Bay è attualmente ferma a Gibilterra dopo un’esercitazione con i Royal Marines e non potrà lasciare il porto prima della nuova disponibilità di fondi; RFA Cardigan Bay resta indisponibile a causa di una refit che ha superato le previsioni; RFA Mounts Bay, pur completata nei suoi aggiornamenti, non riesce a riprendere servizio per carenze di personale; mentre RFA Fort Victoria rimane in “extended readiness”, con interventi di ripristino particolarmente onerosi necessari prima di tornare in mare. Questa serie di indisponibilità priva di fatto la Royal Navy di capacità anfibie attive, con un impatto diretto sulla flessibilità operativa e sulla proiezione delle forze.
Sul fronte delle unità di rifornimento emergono invece segnali più incoraggianti. RFA Tidespring ha appena concluso un ciclo operativo globale e si trova ora in manutenzione a Gibilterra; RFA Tidesurge ha fornito supporto ai gruppi navali NATO nell’Atlantico, pur in un momento segnato dalla tragica perdita del marinaio James Elliott; RFA Tideforce ha completato la sua attività a supporto del Carrier Strike Group ed è rientrata a Portland; infine RFA Tiderace, dopo un periodo di inattività prolungata, è in fase di ricostruzione dell’equipaggio e si prepara a rientrare stabilmente in squadra navale.
Immagine di copertina: Pictured is RFA Argus (A135) conducting officer of the watch manoeuvres in May 2019.




