Cultura marittima: quando il mare incontra la tutela del patrimonio artistico-culturale della Marina negli interventi dell’Opificio delle Pietre Dure (Firenze) e dell’Istituto Centrale per il Restauro (Roma)

22 maggio 2026 Alessandro Busonero (foto Pietro De Pasquale)
Editoriale
Roma, 21 maggio 2026. Al Circolo Ufficiali della Marina Caio Duilio, il mare incontra la tutela del patrimonio artistico-culturale della Marina con un approfondimento d’eccezione: gli interventi conservativi dei due dipinti di Rudolf Claudus (18 settembre 2025 – 26 marzo 2026) custoditi a bordo nella Sala consiglio della nave scuola Amerigo Vespucci.
Ho avuto il piacere di organizzare e moderare un incontro che è stata occasione più unica che rara per approfondire e scoprire aspetti inediti di Claudus, uno tra i pittori di Marina più noti e di sicuro il più presente negli ambienti della Marina. I suoi dipinti impreziosiscono e rendono unico il patrimonio artistico-culturale della Marina sia su alcune navi, che soprattutto nei Comandi a terra come Palazzo Marina, sede dello Stato Maggiore Marina, Il Comando in Capo della Squadra Navale, l’Accademia Navale, il Comando Subacqueo Incursori e lo stesso Circolo Ufficiali, solo per citarne alcuni.
«Il pittore seppe raccontare le scene, i fatti con uno stile tutto particolare che era solo suo. Con questo stile seppe rappresentare a volte la monumentalità, a volte la quotidianità, altre il sacrificio nascosto, ignoto ai più, cimentandosi nei più diversi formati, diverse tecniche e diversi materiali. I colori plumbei che contraddistinguono talvolta i suoi cieli e i suoi mari, la durezza di accenti unita alla profonda umanità, la bellezza e la fedeltà delle composizioni, fanno di Rudolf Claudus il maggiore interprete italiano dei fatti navali dell’ultimo conflitto. Tutto questo ha creato intorno a lui una schiera di estimatori fra quanti amano la pittura o, più semplicemente, amano vedere le navi e il mare senza falsità, in maniera tale che il quadro, di fronte al quale si pongono, possa provocare in loro profonde sensazioni» di Paolo Bembo (Cfr: “CLAUDUS – Pittore di Marina, 1993″ dell’Ufficio Storico della Marina Militare).
Dopo un breve incontro di benvenuto con l’ammiraglio ispettore capo Pietro Covino, presidente del Circolo Ufficiali e dell’Ente Circoli della Marina, l’evento ha preso il via in un’attesa piena di curiosità e aspettative.
Così la dott.ssa Maria Cristina Lanza, funzionario restauratore conservatore dell’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) di Roma riferita all’olio su tela (124 x 73) che ritrae lo sbarco di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo: «La collocazione sulla parete rivolta all’esterno, tra le due porte che affacciano sul giardinetto di poppa, ha sicuramente influito sui fenomeni di degrado presentati dal dipinto al momento dell’arrivo presso il nostro laboratorio. Le problematiche principali erano a carico degli strati pittorici, i quali avevano risentito degli sbalzi di temperatura e umidità presenti a bordo, mostrando diffusi problemi di adesione, con sollevamenti accentuati e lacune, prevalentemente localizzati in corrispondenza delle corpose pennellate del mare» e concludendo, «La giornata di studi organizzata presso il Circolo Ufficiali della Marina ha rappresentato un bellissimo momento di confronto per presentare le riflessioni emerse durante il restauro dei dipinti di Claudus. In un clima conviviale improntato alla condivisione, questo incontro ha costituito una lodevole iniziativa di valorizzazione, volta alla conoscenza e alla tutela dell’opera di un pittore straordinario, e per certi aspetti ancora inedito, che ha fatto del suo amore per il mare il centro di tutta la sua produzione artistica». La dott.ssa Lanza ha lasciato la parola all’allievo Daniele Francabandiera che è intervenuto sul dipinto nell’ambito dell’attività didattica prevista dal percorso di studio in conservazione e restauro Beni ambientali del laboratorio dell’ICR: «Un emozione aver conosciuto questo pittore di Marina e comprenderne la tecnica».
Così Caterina Toso, funzionario restauratore conservatore, Settore di dipinti su tela e tavola dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per l’intervento sulla tela (172 x 72) che mostra il ritorno di Colombo in Spagna. «Un dipinto di nemmeno cento anni che ha vissuto una vita intensa! Con tracce evidenti di un restauro pregresso e qualche piccolo incidente di percorso, tipico dei dipinti conservati in ambienti vissuti. Si rendeva assolutamente necessario il ritensionamento del supporto, evidentemente rilassato sul telaio e parzialmente bloccato da una stesura di materiale di restauro alterato e irrigidito, con un parziale recupero dell’andamento irregolare delle tensioni prodotte dal colore sulla tela; inoltre, il ripristino di una mancanza accidentale di colore sul fondo chiaro del cielo. È stata fatta anche una leggera pulitura della superficie pittorica e il riordino cromatico di alcune svelature del colore. Una giornata emozionante per la generosa accoglienza e che ha permesso l’incontro di due mondi distinti, ma non così lontani per passione e impegno. Ringraziamo quindi Claudus e il Vespucci per averci fatto incontrare. Grazie per aver condiviso il vostro mondo, quello del patrimonio culturale della Marina, con noi».
Una bella sorpresa direttamente dall’Oceano Atlantico, è stato il video messaggio del comandante del Vespucci, il capitano di vascello Nicasio Falica: «Le due tele sono testimonianza della tradizione e dell’identità della Marina Militare e della marineria italiana, nonché segno tangibile della tutela del patrimonio storico-artistico e il profondo legame tra arte e tradizione navale”. Non nascondo che ha fatto un certo effetto osservare per molti mesi le paratie lasciate nude, spogliate dei due dipinti. L’aspettativa era alta, ma il risultato visibile e tangibile al rientro dei due quadri ha superato ogni attesa».
Tra i relatori anche il contrammiraglio Gianluca De Meis, Capo dell’Ufficio Storico della Marina Militare che così conclude il suo intervento:
«Oggi, la sfida della Marina Militare è quella di una – modernità consapevole. Proteggere le nostre architetture, curare i nostri musei e onorare i cimeli delle nostre sale storiche significa mantenere viva la fiamma della nostra tradizione. Perché la bellezza e la storia, proprio come il mare, sono beni comuni. E noi abbiamo l’onore non solo di navigare le acque, ma di proteggere e tramandare i tesori che l’Italia ha affidato alle nostre mani».
Grande l’interesse del pubblico presente per un salone principale gremito di persone. Le dottoresse Sandra Rossi, direttore del settore di restauro dei dipinti su tela e tavola (OdP) e Paola Iazurlo, funzionaria restauratrice conservatrice Responsabile del Lab Materiali dell’Arte Contemporanea (ICR) hanno non solo seguito l’evento con particolare attenzione, ma con occhio attento ed esperienza pluridecennale hanno visionato lo stato di conservazione dei numerosi quadri di Claudus che impreziosiscono il circolo.
Così Marika Di Lorenzo, studentessa del Liceo Artistico Statale “Via di Ripetta” di Roma «Mi sono subito interessata a questo evento in cui si parlava del celebre pittore della Marina, del ‘900, Claudus. Mi è piaciuto il suo approccio alla pittura con l’utilizzo dei colori ad olio. Mi sono ritrovata nella sua arte perché mi piace la tecnica di Claudus, come la pastosità dei materiali usati, la molteplicità dei colori esaltata dalla gamma dei blu, dei bianchi e degli azzurri che utilizza nei dipinti». Il già Capo di Stato Maggiore della Marina, Valter Girardelli (2016 – 2019) ha infine preso la parola per un ringraziamento conclusivo sottolineando l’importanza della tutela del patrimonio storico-culturale della Marina e di come l’essere equipaggio coeso, sia valido e fondamentale anche per coloro che operano nell’ampio campo del restauro.
L’Amerigo Vespucci ha lasciato l’Italia il 9 maggio dal porto di Genova per la Campagna d’istruzione 2026 in Nord America portando con sé un’altra tessera di quel mosaico più ampio rappresentato dal Made in Italy, della cultura della Marittimità e della Difesa: la professionalità dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, due eccellenze italiane.
Non chi comincia ma quel che persevera, così, con il motto del Vespucci ci auguriamo che altre occasioni portino in futuro a far incontrare questi due mondi: la Marina e la tutela del patrimonio artistico, storico, culturale.
Per saperne di più: leggi l’approfondimento nella prossima uscita di maggio – giugno del Notiziario della Marina.
FONTE: Notiziario on line della Marina Militare


























