Dal sito Ares Osservatorio Difesa un approfondimento a cura di di Giacomo Cavanna

La decisione della U.S. Navy di interrompere il programma delle fregate classe Constellation segna un cambiamento profondo nella strategia navale statunitense.
Il Segretario della Marina John Phelan ha annunciato la scelta sui canali ufficiali, spiegando che la priorità è ora costruire piattaforme più rapide da progettare, realizzare e mettere in linea, così da ampliare la flotta con tempi e volumi compatibili con le minacce emergenti. La cancellazione riguarda le ultime quattro unità della classe, mai avviate in costruzione, mentre le prime due, Constellation (FFG-62) e Congress (FFG-63), proseguiranno come previsto.
Secondo Phelan, la Marina non può più permettersi programmi che non garantiscano ritorni immediati in termini di prontezza operativa. Ogni risorsa deve essere indirizzata verso capacità realmente utili a fronteggiare scenari futuri.
Tale impostazione si traduce in un ripensamento complessivo del modo in cui gli Stati Uniti intendono progettare e costruire la propria flotta, privilegiando rapidità, semplificazione dei processi e interoperabilità.
La scelta si inserisce in un più ampio movimento di riforma che coinvolge anche il Dipartimento della Difesa. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha recentemente ribadito la necessità di adottare la velocità come principio organizzativo centrale. La percezione, condivisa ai massimi livelli, è che il ritmo delle minacce non consenta più cicli di acquisizione dilatati o programmi complessi che rischiano di accumulare ritardi strutturali.
Il programma Constellation rappresentava inizialmente una risposta pragmatica ai limiti delle due classi Littoral Combat Ship. La Marina aveva scelto di adottare un progetto già esistente per accelerare lo sviluppo di una nuova categoria di combattenti di superficie. Tuttavia, il processo di adattamento del progetto europeo agli standard statunitensi ha prodotto un risultato diverso dalle aspettative.
L’integrazione di requisiti diversi ha richiesto modifiche estese al progetto originale, rallentando la produzione e innalzando i costi. Il risultato è stato uno slittamento stimato di circa tre anni per la consegna della prima unità, ora prevista nel 2029, con un costo salito a circa 1,5 miliardi di dollari. Per Fincantieri Marinette Marine, la decisione apre una fase di transizione complessa ma non necessariamente negativa. Il cantiere manterrà la produzione delle prime due fregate e continuerà a essere sostenuto per preservare la sua forza lavoro e la continuità industriale. Marinette, con circa tremila dipendenti distribuiti tra i tre siti sul Lago Michigan, rappresenta un elemento essenziale della base industriale navale statunitense. Per questo motivo, la Marina ha confermato l’intenzione di mantenerlo pienamente operativo e di permettergli di competere per nuovi programmi.
Le unità già in costruzione

La discussione su ciò che potrebbe sostituire le fregate Constellation è già in corso. La Marina sta conducendo una revisione del proprio disegno di flotta, dalla quale emergeranno le piattaforme più adatte alla costruzione rapida e scalabile. Tra i programmi che potrebbero trovare spazio nei cantieri di Marinette ci sono la futura Landing Ship Medium e le grandi piattaforme di superficie senza equipaggio, entrambe considerate essenziali per le operazioni navali nei prossimi decenni. Nel frattempo, verrà richiesto al Congresso il riutilizzo di parte dei fondi non spesi del programma Constellation per finanziare navi più semplici da produrre e attivabili in tempi più brevi.
La cancellazione della classe Constellation, nelle sue motivazioni e nelle sue implicazioni, va interpretata come un segnale di trasformazione profonda. La U.S. Navy vuole navi costruibili rapidamente, adattabili, integrate con sistemi digitali moderni e soprattutto disponibili in numero sufficiente per sostenere la competizione con potenze avversarie in contesti sempre più ad alta intensità tecnologica.



