
Nave Tritone presso l’Arsenale della Spezia (Foto concessa da Alessandro Achille Burla)
La Nave Tritone (A 5341), l’unità polivalente di supporto della Marina Militare destinata a operare nel dominio subacqueo, ha raggiunto Venezia per partecipare alla XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS), dove aver completato con successo le prove di mobilizzazione ed installazione a bordo del sistema di nuova generazione per il soccorso a sottomarini sinistrati SAVER, presso la base navale della Spezia, ‘homeport’ della nave.
L’unità polivalente di supporto tipo Offshore Support Vessel (OSV) Tritone, che è stata consegnata alla Marina Militare il 14 aprile 2026 a seguito dell’acquisizione sul mercato e conversione customizzata a nave supporto da parte di Fincantieri, si caratterizza per essere una piattaforma ad elevate capacità, che consentirà alla Forza Armata di accrescere le proprie competenze e sperimentare in modo più diretto sistemi e procedure destinati all’ambiente subacqueo.
L’acquisizione di Nave Tritone si inserisce in un nuovo approccio all’acquisizione di capacità con un’azione diretta sul mercato, anche internazionale, per soluzioni (sotto forma di piattaforme o servizi, anche in leasing/noleggio) al passo con i tempi e con elevato turn-over, per un inserimento immediato nel ciclo di sperimentazione operativa ed eventuale integrazione nell’inventario della forza armata.

L’impiego di Nave Tritone sarà abilitante, attraverso le molteplici sperimentazioni che effettuerà, anche per lo sviluppo di requisiti e specifiche delle nuove unità da progettare, segnatamente le future Unità Polivalenti per la Sorveglianza della Dimensione Subacquea (UPSDS), di previsto ingresso a partire dal 2031.
In occasione della partecipazione alla XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS) che si terrà il 6 e 7 Ottobre presso l’antico Arsenale di Venezia della Marina Militare, con la presenza di numerosi massimi rappresentanti di Marine Militari, Ministeri della Difesa ed altre Forze Armate, enti ed organizzazioni militari e civili nazionali ed internazionali legati alla sicurezza, difesa, navigazione e protezione del mare, Nave Tritone imbarca il nuovo sistema di rapido dispiegamento per il soccorso del personale dei sottomarini sinistrati SAVER (Submarine Assistance, Ventilation Equipment Rescue) per la Marina Militare.

Il sistema SAVER è stato sviluppato e fornito integralmente da parte di DRASS con il supporto di SAIPEM per l’integrazione del proprio avanzato veicolo da lavoro a pilotaggio remoto (WROV), quale vettore del sottosistema Submarine Rescue Vehicle (SRV) e supporto alle operazioni d’intervento e soccorso. Successivamente alla partecipazione all’evento, secondo quanto risulta ad AresDifesa, Nave Tritone è destinata a portare a termine le prove a mare definitive della componente rescue del sistema SAVER.
Installato per la prima volta a bordo di un’unità navale, il sistema rescue di SAVER ha già attratto il grande interesse di numerose Marina Militari estere, e la partecipazione a questo evento rappresenta un’importante vetrina per questo gioiello tecnologico frutto della collaborazione fra la Marina Militare e l’industria nazionale.
Sistema modulare organizzato in shelter ISO standard con caratteristiche di avio trasportabilità per dispiegamento a bordo di navi sia dedicate che di opportunità (“Vessel of Opportunity”), che dispongano di un’area a poppa attrezzata di dimensioni adeguate, la suite SAVER consente di coprire l’intera sequenza di intervento e soccorso, dal supporto all’equipaggio del sottomarino sinistrato fino al recupero del personale e ai successivi trattamenti nelle camere iperbariche. Per assolvere a tali compiti, il sistema SAVER si compone di due sottosistemi o suite destinate rispettivamente all’Intervention ed al Rescue.

Come indicato dallo stesso termine la suite d’intervento rapido, componente “intervention”, del sistema SAVER comprende un veicolo da lavoro a pilotaggio remoto o WROV Innovator 2.0 fornito da Saipem, unitamente al sistema di alaggio e recupero, per le prime operazioni sul sottomarino incidentato, il sistema per la ventilazione del sottomarino disastrato o VS (Ventilation System), in grado di operare fino a 300 m nella configurazione prescelta dalla MM (DRASS ha un progetto per arrivare a 600 m) che consente un efficace ricambio ed un continuo monitoraggio dell’atmosfera interna del sottomarino sinistrato, e dispone di un suo sistema di alaggio e recupero nonché controllo containerizzato; la campana di derivazione Mc-Cann per lavori subacquei (SRC, Submarine Rescue Chamber) con capacità operativa di oltre 300 m e di recupero/trasporto di 8 persone e 2 operatori, nonché il nuovo Sistema di Insufflaggio Zavorre (IZ) per permettere la risalita in superficie del battello, in caso di equipaggio cooperante. Quest’ultimo, capace d’intervenire fino a 300 m di profondità, autonomo dal punto di vista energetico e di attrezzatura di supporto nave, è stato realizzato con una duplice funzionalità: fornire aria alle case zavorra o fornire aria al sistema di ricarica bombole cassa zavorra, di un sottomarino sinistrato. La modalità operativa viene selezionata a seconda del contesto in cui si svolge l’operazione di soccorso. L’IZ usa aria respirabile che, se necessario, può essere usata dall’equipaggio del battello.

La suite per il salvataggio, componente “rescue”, è invece destinata ad operare principalmente a profondità più elevate, fino a 600 m, e comprende il Submarine Rescue Vehicle (SRV) o veicolo subacqueo a controllo remoto di nuova generazione del tipo tethered o filoguidato dalla nave madre, che comprende lo stesso veicolo a controllo remoto o WROV Innovator 2.0 di Saipem accoppiato meccanicamente ad una capsula di salvataggio per 17 membri dell’equipaggio del sottomarino sinistrato e 2 operatori capace di operare a profondità di oltre 600 m, che viene varato e recuperato in mare attraverso il Portable Launch And Recovery System (PLARS) installato a poppa della nave appoggio; il complesso di camere di decompressione anch’esso dispiegabile (Deck Decompression Chambers, DDC) containerizzato con capacità di trasferimento diretto del personale in pressione dall’SRV al DDC imbarcato, in grado di accogliere di 60 naufraghi e 6 operatori, e con la possibilità di estendere l’operatività, già nella configurazione presente, fino a un massimo di 66 naufraghi e 6 operatori.
Il tutto supportato dal sistema FASD (Fast Auxiliary System Deploy) ovverosia il sistema per asservire qualsiasi tipo di assetto della suite su una qualsiasi piattaforma o Vessel of Opportunity (VoO), fornendo autonomamente energia elettrica, aria, acqua in shelter aviotrasportabili ISO standard.
Il SAVER sarà il sistema di riferimento della Marina Militare per il soccorso degli equipaggi di sottomarini sinistrati.

La configurazione del SAVER attualmente presente a bordo di Nave Tritone, comprenderebbe, ad un’analisi delle immagini disponibili, unicamente la più estesa suite Rescue.

L’installazione a bordo di Nave Tritone consentirà inoltre di sperimentare non soltanto il funzionamento del sistema, ma anche la sua applicazione secondo il concetto di “Vessel of Opportunity”.
Il SAVER è dunque progettato non per essere necessariamente installato in modo permanente a bordo di una singola unità madre, ma per poter essere rapidamente trasferito, in caso di necessità, anche mediante velivoli da trasporto, e installato su un’unità navale di opportunità. Una caratteristica che consente di ridurre sensibilmente i tempi di intervento, soprattutto nel caso in cui l’emergenza si verifichi a grande distanza dalla base dell’unità normalmente destinata al soccorso.

Il SAVER troverà la sua installazione di riferimento a bordo della nuova unità SDO-SuRS (Special and Diving Operation-Submarine Rescue Ship) ovverosia Nave Olterra, costruita ed in fase di allestimento finale presso i Cantieri Navali T.Mariotti del Gruppo GIN (Genova Industrie Navali) a Genova, che raccoglierà il testimone di Nave Anteo, ormai prossima alla conclusione della propria vita operativa.


