Dal sito Ocean4Future la terza parte dell’argomento a cura di Francesco Caldari

La carriera di Mario Calderara non poteva che tornare al mare, e noi con lui torniamo a virare verso La Spezia, il suo Arsenale e la sua Base Navale, dove abbiamo iniziato il nostro racconto. Nel 1911, egli presentò al Ministero della Marina un progetto per un “aeroplano navale”, ovvero il primo idrovolante italiano. Questo velivolo non era una semplice modifica di un aereo terrestre, ma una macchina progettata specificamente per l’ambiente marino, con l’obiettivo di rendere la Marina autonoma nelle operazioni aeree.
L’idrovolante, come abbiamo accennato, era un monoplano ad ala alta di dimensioni colossali per l’epoca: un’apertura alare di 17 metri e una superficie di 70 metri quadrati. L’innovazione più significativa risiedeva nei galleggianti, dotati di piccole alette (hydrofoils) che facilitavano il decollo riducendo la resistenza dell’acqua durante la fase di accelerazione. Nonostante questi successi, il rapporto tra Calderara e i vertici della Regia Marina continuava ad essere non sereno; la sua fama e la sua esposizione mediatica erano viste con sospetto dall’establishment militare. Promosso Tenente di Vascello poco dopo il circuito aereo di Brescia del settembre, la sua carriera subì un rallentamento poiché aveva ottenuto voti bassi agli esami, penalizzato dal fatto che l’intensa attività aviatoria non gli aveva permesso di prepararsi adeguatamente.
La Grande Guerra e il comando della scuola di Bolsena
Con l’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, dopo un primo periodo di imbarco, le sue competenze trovarono finalmente un’applicazione operativa sistematica. Egli non fu solo un combattente, ma un organizzatore e un educatore. Tra i suoi vari incarichi, si distinse per il comando delle scuole di pilotaggio per idrovolanti a Sesto Calende, Taranto e, soprattutto, a Bolsena. Su quel lago, a partire dal 1917, ricevette il compito di istruire gli ufficiali della Marina degli Stati Uniti (U.S. Navy) giunti appositamente in Italia. La sua capacità didattica e la sua profonda conoscenza tecnica lasciarono un segno negli allievi americani. Per questo servizio, gli Stati Uniti gli conferirono la Navy Cross, riconoscendo in lui un pilastro fondamentale per lo sviluppo dell’aviazione navale alleata. Il suo coraggio e la sua perseveranza furono altresì premiati con una italianissima Medaglia d’Argento al Valor Militare nel 1922, con una motivazione che sottolineava come, nonostante i numerosi incidenti e le lesioni subite, egli non avesse mai abbandonato la causa del volo.

Il dopoguerra e la carriera diplomatica: Addetto Aeronautico a Washington
Nel 1923, con la ristrutturazione delle forze armate e la nascita della Regia Aeronautica, fu inviato negli Stati Uniti con l’incarico di Addetto Aeronautico presso l’ambasciata italiana a Washington. Questo periodo rappresentò il culmine della sua carriera diplomatica e tecnica. In America, egli fu testimone della rapida evoluzione dell’industria aeronautica statunitense e funse da intermediario per l’acquisizione di nuove tecnologie motoristiche per l’Italia. I rapporti che aveva coltivato con i Wright e altri pionieri americani sin dal 1905 si rivelarono preziosi per consolidare la posizione dell’Italia nel panorama aeronautico mondiale. Tuttavia, nel 1925, egli lasciò il servizio attivo con il grado di Capitano di Fregata, pur mantenendo contatti profondi con il settore. Si trasferì infatti a Parigi, dove lavorò per quindici anni come rappresentante per ditte americane di motori aeronautici, tra cui la Wright-Hispano, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
L’eredità storica e il tramonto di un pioniere
Gli ultimi anni della vita di Mario Calderara furono segnati dalle difficoltà finanziarie e personali causate dal conflitto mondiale. La sua casa a Parigi fu espropriata come “proprietà nemica” e la sua salute, anche a causa del tabagismo, declinò rapidamente. Morì a Roma il 18 marzo 1944 nel suo letto a causa di un malore improvviso. Il suo manuale, Manuel de l’aviateur constructeur, scritto con P. Banet-Rivet, è rimasto per anni un testo di riferimento per la progettazione aeronautica, a testimonianza del fatto che egli non fu solo un uomo d’azione, ma un intellettuale del volo.

L’eredità di Calderara è oggi protetta dall’Associazione che porta il suo nome, dal portale dell’Aeronautica Militare, che lo cita tra i “Grandi Aviatori” che hanno forgiato la storia nazionale, dalla stessa Marina Militare, che ha denominato col suo nome la Stazione Elicotteri (MARISTAELI) di Catania. Ma, invero, oltre che dalla intitolazione di vie in alcune città italiane, la sua impronta è visibile in ogni elica trattiva e in ogni idrovolante moderno. La sua figura rappresenta la sintesi perfetta tra l’ufficiale gentiluomo e lo scienziato visionario, un uomo che ha saputo trasformare il (per certi versi legittimo) sospetto iniziale dei suoi contemporanei nel brevetto numero uno dell’aviazione italiana ed in intuizioni ingegneristiche che hanno resistito nel tempo. Un marinaio che ha dimostrato che la conquista dello spazio aereo non era solo una questione di motori, ma di anima e di scienza.
Francesco Caldari
In anteprima Calderara nel golfo di La Spezia, 1907
Fonti
https://www.youtube.com/watch?v=Vynm6gp4aDg – breve documentario “Mario Calderara e il primo idrovolante italiano” tratto dalla raccolta video “Ali Dimenticate” realizzata dal Centro Produzione Audiovisivi dell’Aeronautica Militare,
https://www.abebooks.com/book-search/title/manuel-l’aviateur-constructeur
https://www.calderara.com/it/mario-it/ – Associazione Mario Calderara – Sito web ufficiale contenente informazioni su Mario Calderara, da cui pervengono alcune foto
https://www.youtube.com/watch?v=VAOLl5nY2ac – Quando l’italiano Calderara volò con i fratelli Wright – YouTube,
https://www.earlyaviators.com/ecaldera.htm – Mario Calderara – Early Birds of Aviation,
http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=1119 – Wright Vola! Primi voli a Roma nell’eco della stampa (1908-1909) – ICCD,
https://www.giornidistoria.net/15-aprile-1909-quando-wright-volo-a-centocelle-con-calderara/ – 15 aprile 1909. Quando Wright volò a Centocelle con Calderara – Giorni di Storia,
https://www.marinaiditalia.com/public/uploads/2015_11_14.pdf – L’aviazione navale nella Grande Guerra – ANMI
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Francesco Caldari
Il Generale di Brigata (riserva) Francesco Caldari ha servito per quaranta anni nel servizio permanente effettivo nell’Arma dei carabinieri, ricoprendo incarichi di comando nella organizzazione Mobile (8° Battaglione “Lazio” in Roma) , in quella Territoriale (Tenenza/Compagnia di Acerenza), di Polizia Militare (Compagnia per la Marina Militare presso l’Alto Comando della Spezia) e della Tutela del Segreto (Agenzia di Sicurezza Interregionale CC M.M. La Spezia) nonché in servizio di polizia giudiziaria (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Genova). È stato altresì impiegato nel contesto di Stato Maggiore (da ultimo quale Ca.SM del Comando Legione “Liguria” in Genova), anche all’estero, come Provost Marshal presso il Quartier Generale di NATO-KFOR (Kosovo Force) a Prishtina/Priština.
Ha seguito numerosi e variegati corsi militari. Gli è stata concessa la Medaglia Mauriziana conferita al compimento di cinquant’anni di Carriera militare e l’onoreficienza di Cavaliere della Repubblica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Sicurezza (Roma-Tor Vergata) e quella magistrale in Relazioni Internazionali (Genova), qui con una tesi sulla “cooperazione internazionale di polizia”, argomento sul quale cura un blog ed un podcast. Concluso il servizio attivo si dedica alla sua passione per la storia
FONTE: Ocean4Future
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