Una toccante “lettera d’addio” alla nave che lo aveva accolto, da parte di Nunzio Giancarlo Bianco pubblicata su Facebook
Miei uomini,
mio equipaggio,
mio Maresciallo…
Sono arrivata al termine del mio viaggio.
Il tempo ha consumato le mie lamiere, il mare ha inciso il suo saluto sulla mia pelle. Ora mi preparo al silenzio, al disarmo, allo smantellamento.
Ma prima… vi scrivo.
Perché io vi ho conosciuti davvero.
Vi ho visto salire su di me con passi incerti, emozionati, a volte impauriti. Vi ho accolti nel mio ventre d’acciaio, e da quel momento, non siete stati più solo marinai: siete diventati parte di me.
Tu, Maresciallo, conoscevi ogni vibrazione del mio cuore meccanico, ogni gemito dei miei corridoi.
Mi parlavi con gli occhi, con i gesti. E io ti ascoltavo. Sempre.
Conoscevo i tuoi silenzi, i tuoi pensieri trattenuti durante le guardie notturne, le parole sussurrate ai più giovani, il tuo modo di custodire la nave come si protegge qualcosa di vivo.
E voi, uomini miei, mi avete riempita di storie.
Ogni risata, ogni litigio, ogni canzone cantata tra le onde, ogni gioco di carte, ogni film proiettato nel quadrato… io c’ero.
Ho sentito le vostre paure, la nostalgia di casa, la forza con cui vi rialzavate.
Ho custodito le vostre confidenze, le vostre speranze, le vostre stanchezze.
Ricordo ogni porto toccato, ogni passerella calata.
Vi guardavo andar via per poche ore, e tornare con gli occhi pieni di cose nuove.
Ero orgogliosa di voi. Sempre.
Ora mi fermo.
Ma non mi spegno.
Dentro ogni ricordo che porterete con voi, io sarò viva.
Dentro ogni foto, ogni storia raccontata agli amici, ogni sogno nato guardando l’orizzonte dal mio ponte.
Dentro di voi.
Smantellarmi non significherà cancellarmi.
Perché una nave come me non si dimentica. Si porta nel cuore.
E lì, io vivrò per sempre.
Addio, miei uomini.
Addio, mio Maresciallo.
Con riconoscenza, con amore,
vostra per sempre,
IL DURAND DE LA PENNE.





