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Il soldato francese sulla portaerei Charles de Gaulle localizzato al largo di Cipro grazie alla sua app di running ha riaperto il dibattito sugli “Stravaleaks”

22 Marzo 2026

La sua corsa ha reso visibile la posizione della nave sull’app Strava. Non è la prima volta che succede e a rischio c’è la riservatezza delle missioni militari

Il footing di un soldato ha reso visibili gli spostamenti della nave francese Charles de Gaulle nel mar Mediterraneo. La portaerei è stata inviata a inizio marzo nei pressi di Cipro dopo l’escalation di tensione legata alla guerra in Iran che ha coinvolto anche la piccola isola europea. La missione, a cui partecipa una flotta di altre imbarcazioni, era stata annunciata pubblicamente dal presidente Emmanuel Macron e non era dunque segreta. Ma l’allenamento dell’ufficiale francese sul ponte della Charles de Gaulle, registrato sull’app sportiva Strava, ha permesso di localizzare in tempo reale la posizione. E ha riacceso il dibattito su un tema, denominato “Stravaleaks”, che ha già creato più di qualche problema in passato.

Il caso della Charles de Gaulle

Il 13 marzo scorso, a partire dalle 10.35, un giovane ufficiale della Marina militare francese è uscito sul ponte della portaerei Charles de Gaulle per la sua corsetta mattutina. Ha fatto avanti e indietro per 36 minuti e ha coperto una distanza complessiva di circa sette chilometri tenendo una velocità media di quasi cinque minuti per chilometro. L’allenamento è stato registrato con il suo smartwatch Garmin Forerunner 955 che a sua volta era collegato a Strava, l’applicazione che consente di registrare, analizzare e condividere le proprie attività sportive tramite Gps e che ha oltre 180 milioni di utenti in 185 paesi.

La condivisione sulle mappe online di Strava, data dal profilo pubblico dell’ufficiale di marina francese, ha reso possibile risalire alla posizione della nave Charles de Gaulle, inviata il 3 marzo scorso in direzione di Cipro. L’annuncio era stato dato in un discorso televisivo dal presidente Emmanuel Macron, che aveva citato la necessità di proteggere con una “missione puramente difensiva” gli alleati nell’area del Mediterraneo orientale, facendo riferimento alle basi britanniche usate anche dagli Stati Uniti e da Israele che si trovano sul territorio cipriota e che sono state oggetto del lancio di droni da parte dell’Iran nelle prime fasi della guerra scoppiata il 28 febbraio.

Quando l’ufficiale della marina ha condiviso la sua corsa su Strava, la portaerei e il resto della flotta di scorta alla Charles de Gaulle si trovavano a circa un centinaio di chilometri dalla Turchia, a nord-ovest di Cipro.

Il footing delle guardie del corpo

Quello che è successo con la portaerei Charles de Gaulle rientra all’interno di una questione, denominata dai media “Stravaleaks”, che da tempo mette in apprensione servizi segreti e ministeri della Difesa in giro per il mondo.

In Francia era già successo con le guardie del corpo del presidente Macron e prima ancora con quelle del suo predecessore François Hollande. Un’inchiesta di Le Monde aveva rivelato che su Strava era possibile seguire le loro trasferte attraverso gli allenamenti condivisi sull’app sportiva dalle guardie del corpo, che ritagliavano un po’ di tempo per il footing tra sopralluoghi e turni in servizio. Questo aveva reso possibile venire a conoscenza di alcuni luoghi sensibili, come quello dove il presidente Macron aveva incontrato la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya.

Anche per quanto riguarda i presidenti statunitensi Joe Biden e Donald Trump, così come quello russo Vladimir Putin, è stato possibile ricostruire numerosi viaggi e spostamenti navigando i profili pubblici su Strava di alcune delle loro guardie del corpo. In altri casi invece, in forme più simili a quello che riguarda oggi la portaerei francese Charles de Gaulle, l’attività fisica condivisa sull’app sportiva ha permesso di identificare basi militari nascoste o di rendere visibili immagini normalmente oscurate via satellite.

Gli occhi sulle basi militari

Nel novembre 2017 Strava ha pubblicato la “Global heat map”, una mappa di calore dove era possibile visualizzare attraverso scie luminose tutta l’attività sportiva tracciata dagli utenti. Navigando al suo interno è stato possibile osservare le immagini satellitari di luoghi normalmente oscurati su portali come Google maps, compresa la base militare del Nevada Area 51, ma anche individuare basi militari lì dove sulle mappe non risulta apparentemente niente, come quelle statunitensi nel deserto della Siria e in Iraq, e ricostruire singole missioni militari, come quelle in Somalia e in Yemen. Informazioni sensibili perché hanno permesso di ricostruire le planimetrie interne delle basi ma anche gli spostamenti e le abitudini dei militari in missione, aumentando l’esposizione a possibili attacchi.

Ai tempi la portavoce del Dipartimento della Difesa statunitense, Audricia Harris, aveva dichiarato che la questione era stata presa “molto sul serio” e che era in corso un esame “per determinare se siano necessari ulteriori addestramenti o linee guida”. All’interno dell’esercito statunitense era già stato vietato il videogioco Pokémon Go proprio per le falle di sicurezza legate al tracciamento di chi ci giocava.

Un altro caso di fuga di notizie legato a Strava è avvenuto invece nel 2022 in Israele. Alcune persone avevano sfruttato un bug nell’app per caricare percorsi di corsa virtuali all’interno di aree riservate, come quelle legate al Mossad e allo Shin Bet, due dei principali servizi segreti israeliani. Questo aveva reso possibile accedere virtualmente in quegli spazi, controllando gli spostamenti di soldati e funzionari e accedendo alle loro informazioni personali, per quanto avessero profili privati. Era stata un’altra delle tante facce degli “Stravaleaks”, su cui le autorità israeliane erano intervenute rafforzando i dispositivi di sicurezza.

Il footing dell’ufficiale di Marina francese sulla portaerei Charles de Gaulle, in un contesto internazionale molto fragile come quello attuale, ha riaperto il dibattito sull’utilizzo di app e social network nell’ambito delle riservatezza delle missioni militari. Lo Stato Maggiore delle Forze Armate francesi, contattato dal giornale Le Monde, ha detto che quanto successo viola i regolamenti vigenti e che verranno presi provvedimenti nei confronti dell’ufficiale di Marina. Segno che la questione è presa molto sul serio a livello istituzionale.

FONTE: Wired

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