Vai al contenuto
Il mare nel cuore

Il mare nel cuore

  • La mia Mission
    • Omaggio a Tonicopi
  • Argomenti
    • Lo sapevate che…
    • News dal mare
      • News dalla Marina Militare
      • News varie dal mare
      • La Marina Militare è su Amazon
    • Libri consigliati
      • Storia del San Marco
    • Poesie dal mare
    • Hanno detto …
    • Foto di mare
      • Foto e documenti storici M.M.
      • Le Isole Italiane
      • Mare aperto
      • Paesaggi da sogno
      • Venezia e dintorni
      • Marina Militare in foto
      • I Fari
    • Video di mare
      • Ammiraglio Paolo Treu – Video
      • Attualità e Curiosità
      • La scelta di Catia – Il film in versione integrale
      • Paesaggi e Luoghi
      • Speciale Linea Blu-La Grande Guerra sul mare
      • Video Marina Militare
        • Video Tour Mondiale Vespucci
        • Amerigo Vespucci Tour in Nord America 2026
      • Video Musicali
      • Video Soldini
    • Link Utili
    • Siti consigliati
  • Libro di Bordo
  • Contatti
  • Privacy e Cookie
    • Informativa sulla Privacy
    • Informativa sui cookie

Il quadro italiano: la Legge n. 9/2026 di Giovanni Esentato

24 Settembre 2026

Dal sito Ocean4Future la seconda parte sull’argomento.

In Italia, il tema del lavoro subacqueo ha assunto una nuova centralità con la Legge 26 gennaio 2026, n. 9, recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2026. In particolare, la legge disciplina le attività destinate a svolgersi nella dimensione subacquea in aree sottoposte alla sovranità o alla giurisdizione nazionale e, limitatamente alle infrastrutture di interesse nazionale, anche nell’alto mare; inoltre introduce una disciplina nazionale della dimensione subacquea, riconoscendo espressamente la rilevanza dei mezzi subacquei, compresi quelli che operano con equipaggio, senza equipaggio, in autonomia o a controllo remoto. La scheda della Camera evidenzia che il provvedimento riguarda l’accesso agli spazi subacquei, la protezione delle infrastrutture energetiche e di comunicazione, la regolamentazione dei mezzi sottomarini e dei lavori subacquei. È un passaggio fondamentale, perché porta AUV, UUV e ROV dentro un perimetro giuridico più chiaro, collegato alla sicurezza, alla gestione delle interferenze, alla protezione delle infrastrutture e alla sovranità nazionale. La traiettoria normativa è evidente: la dimensione subacquea non è più uno spazio residuale, ma un dominio strategico soggetto a controllo, tracciamento e responsabilità operative.

Marina Militare, difesa e protezione delle infrastrutture

La Legge n. 9/2026 attribuisce un ruolo centrale alla Marina Militare nella regolazione tecnica e nella sicurezza della navigazione subacquea militare. La stessa disciplina rafforza la protezione delle infrastrutture subacquee di interesse nazionale, con particolare riferimento a cavi sottomarini, condotte, infrastrutture energetiche, installazioni offshore, reti di comunicazione e opere strategiche poste sul fondo marino. Il tema è ormai centrale nello scenario internazionale. La sicurezza subacquea non riguarda più soltanto la difesa militare tradizionale. Riguarda anche la continuità energetica, la connettività digitale, la protezione dei porti, la resilienza delle catene logistiche e la sicurezza economica nazionale.

La dimensione geopolitica: dal Golfo Persico al Mar Baltico

La questione degli AUV, degli UUV e dei sistemi di identificazione subacquea non può essere affrontata solo come tema tecnologico o regolatorio. È ormai una questione geopolitica. Il mare non è più soltanto uno spazio di navigazione, pesca, commercio e produzione energetica. È diventato una piattaforma critica di potere: sotto la superficie passano energia, dati, comunicazioni finanziarie, capacità militari, logistica globale e infrastrutture essenziali per il funzionamento degli Stati. In questo scenario, due aree simboliche mostrano con chiarezza la trasformazione in corso: il Golfo Persico e il Mar Baltico.

Il Golfo Persico: strettoie marittime, energia e vulnerabilità subacquea

Il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz rappresentano uno dei punti più sensibili della geopolitica mondiale. Attraverso Hormuz transita una quota fondamentale del commercio energetico globale, e ogni crisi nell’area produce effetti immediati su traffico marittimo, prezzi dell’energia, assicurazioni, sicurezza degli equipaggi e stabilità economica internazionale. Le tensioni più recenti confermano questa fragilità. Il 26 aprile 2026, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha discusso in Oman della sicurezza dello Stretto di Hormuz e delle acque del Golfo, nel quadro degli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni regionali. Nel Golfo Persico il problema non riguarda solo il passaggio delle petroliere. Riguarda anche la protezione di terminali energetici, pipeline sottomarine, cavi di telecomunicazione, infrastrutture portuali, sistemi offshore, rotte commerciali, assetti militari e dual-use, reti di sorveglianza e comunicazione. In un’area di crisi, un AUV o un UUV non identificato può essere percepito come uno strumento di ricognizione, sabotaggio, posa di sensori, raccolta dati o preparazione di un’operazione ostile. La natura “unmanned” del mezzo non riduce la rilevanza politica dell’azione. Al contrario, la aumenta, perché consente operazioni a bassa firma, difficilmente attribuibili e compatibili con scenari di guerra ibrida. Per questo motivo, la sicurezza subacquea nel Golfo Persico non può più essere separata dalla sicurezza energetica e dalla libertà di navigazione.

Nord Stream: il precedente che ha cambiato la percezione della minaccia

L’attacco ai gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, avvenuto il 26 settembre 2022, ha rappresentato un punto di svolta. Le esplosioni subacquee danneggiarono le linee dei gasdotti nel Mar Baltico, trasformando una infrastruttura energetica sommersa in un caso geopolitico globale. Documenti e ricostruzioni richiamano il danneggiamento di tre delle quattro linee Nord Stream nel settembre 2022.Prima di Nord Stream, il danneggiamento delle infrastrutture sottomarine veniva spesso interpretato come incidente: ancore, pesca a strascico, eventi naturali, errori operativi. Dopo Nord Stream, l’ipotesi del sabotaggio deliberato è entrata stabilmente nella pianificazione strategica degli Stati europei. Nord Stream ha mostrato tre elementi decisivi. Primo: una infrastruttura subacquea può essere colpita in profondità, lontano dalla costa, in aree formalmente monitorate ma difficili da sorvegliare in modo continuo. Secondo: l’attribuzione della responsabilità può essere complessa, lenta e politicamente controversa. Terzo: il danno materiale non è l’unico effetto dell’attacco. L’effetto strategico riguarda fiducia, mercati, alleanze, opinione pubblica, sicurezza energetica e percezione della vulnerabilità europea. Il Mar Baltico è così diventato un laboratorio della nuova insicurezza subacquea.

Cavi sottomarini: la fragilità nascosta della società digitale

Se Nord Stream ha mostrato la vulnerabilità dell’energia, i cavi sottomarini mostrano la vulnerabilità della società digitale. La NATO ha richiamato l’attenzione sul fatto che oltre il 95% del traffico Internet è veicolato tramite cavi sottomarini e che circa 1,3 milioni di chilometri di cavi garantiscono transazioni finanziarie per un valore stimato di 10 trilioni di dollari al giorno. Un attacco coordinato contro le infrastrutture cablografiche sottomarine potrebbe produrre conseguenze gravi: rallentamento o interruzione delle comunicazioni digitali; disservizi per banche, pagamenti elettronici e mercati finanziari; isolamento temporaneo di Stati, isole o regioni periferiche; congestione delle rotte alternative di traffico dati; perdita di ridondanza nelle reti; interruzione di servizi cloud; impatto su sistemi militari, diplomatici e governativi; difficoltà nel coordinamento di emergenze civili e militari. La vulnerabilità è aggravata da tre fattori: i cavi sono lunghissimi, spesso posati in aree remote; la proprietà e gestione è in larga parte privata; la sorveglianza continua del fondale è tecnicamente costosa e operativamente complessa. L’Unione europea ha iniziato a costruire una risposta più strutturata. Nel febbraio 2025, Commissione europea e Alto rappresentante hanno presentato una comunicazione con misure per rafforzare sicurezza e resilienza dei cavi sottomarini, secondo un approccio che comprende prevenzione, rilevamento, risposta, riparazione e deterrenza. Il tema non è solo militare. È industriale, tecnologico e regolatorio. Servono mappatura delle infrastrutture critiche, controllo delle interferenze, capacità di sorveglianza subacquea, mezzi di intervento rapido, navi caviere e capacità di riparazione, procedure di notifica e incident reporting, coordinamento tra autorità civili, militari e operatori privati, requisiti di cybersecurity e tracciabilità delle attività di survey e manutenzione. In questo quadro, AUV, UUV, ROV e imprese di commercial diving diventano parte di un ecosistema di sicurezza. Non sono soltanto strumenti di lavoro. Sono componenti operative della resilienza subacquea nazionale ed europea.

AUV/UUV e guerra ibrida: il problema dell’attribuzione

Il punto più delicato riguarda l’attribuzione. Un attacco informatico lascia tracce digitali. Un attacco missilistico lascia traiettorie e responsabilità più riconoscibili. Un’operazione subacquea contro un cavo, una pipeline o un sensore può invece essere condotta con mezzi discreti, tempi lunghi e impronta ridotta. Un AUV o UUV può essere impiegato per mappare una infrastruttura, rilevare punti di vulnerabilità, depositare sensori, interferire con sistemi di sorveglianza, tagliare o danneggiare cavi, colpire pipeline, preparare operazioni successive, raccogliere dati acustici, magnetici o idrografici. Questa ambiguità rende la dimensione subacquea particolarmente adatta alle strategie di gray zone warfare, dove l’obiettivo non è necessariamente dichiarare una guerra, ma esercitare pressione, creare incertezza, generare costi e testare la capacità di reazione dello Stato avversario. Per questo il tema dell’identificazione non è secondario. Sapere chi opera sott’acqua, con quale mezzo, per quale missione, in quale area e sotto quale responsabilità diventa un requisito di sovranità.

Il ruolo del commercial diving

In questo scenario, il commercial diving assume un ruolo strategico. Le imprese subacquee professionali non sono soltanto esecutori tecnici di lavori in immersione. Sono operatori specializzati capaci di intervenire dove tecnologia, infrastruttura e sicurezza si incontrano. Il comparto del commercial diving può contribuire a:ispezionare infrastrutture sommerse; verificare cavi, condotte e opere portuali; integrare attività ROV, AUV e UUV con interventi umani qualificati; gestire cantieri subacquei complessi; supportare attività di manutenzione e ripristino; contribuire alla raccolta di dati tecnici certificabili; operare secondo procedure di sicurezza strutturate; garantire competenze operative in ambienti ad alto rischio; intervenire in caso di danneggiamento, anomalia o sospetto sabotaggio; supportare indagini tecniche, recuperi e verifiche post-evento. L’automazione non sostituisce la competenza subacquea professionale. Al contrario, la rende ancora più importante. AUV e UUV possono raccogliere dati, esplorare aree, ridurre l’esposizione umana al rischio e aumentare la capacità di monitoraggio. Ma la validazione tecnica, la manutenzione, l’intervento operativo, la gestione del rischio e la responsabilità del cantiere restano attività che richiedono competenza professionale, organizzazione e standard di sicurezza. Il futuro della sicurezza subacquea non sarà una scelta tra uomo e macchina. Sarà una integrazione tra commercial diver, ROV, AUV, UUV, sensori, navi appoggio, autorità marittime, Marina Militare e operatori infrastrutturali.

Verso uno standard di identificazione subacquea

Il grande tema aperto è la mancanza di uno standard internazionale pienamente armonizzato per l’identificazione automatica dei mezzi subacquei. Esiste l’AIS per la superficie. Esistono tecnologie acustiche per l’immersione. Esistono sistemi militari, protocolli tecnici, standard industriali e soluzioni proprietarie. Ma manca ancora un vero sistema universale, civile e interoperabile per la tracciabilità degli AUV/UUV. Questa lacuna diventerà sempre più rilevante per almeno cinque ragioni: aumento dei veicoli autonomi in mare; crescita delle infrastrutture critiche subacquee; sviluppo dell’eolico offshore e delle reti energetiche marine; necessità di proteggere cavi dati e pipeline; incremento delle attività dual-use nella dimensione subacquea. Il futuro richiederà sistemi capaci di garantire identificazione del mezzo, tracciamento della missione, registrazione dei dati operativi, autorizzazione preventiva, interoperabilità tra autorità civili, militari e operatori privati, protezione cyber, compatibilità con la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino.

Dalla libertà dei mari alla sicurezza dei fondali

Il principio classico della libertà dei mari è stato costruito in un’epoca in cui il fondale era percepito come spazio remoto. Oggi non è più così. Il fondale marino è diventato corridoio energetico, dorsale digitale, spazio industriale, ambiente strategico, area di competizione militare, teatro di guerra ibrida ed estensione sommersa della sovranità nazionale. La domanda, quindi, non è più soltanto se una nave possa attraversare liberamente uno spazio marittimo. La domanda è anche se un veicolo autonomo possa operare in immersione, raccogliere dati, avvicinarsi a un cavo, sorvolare una pipeline, mappare un porto o rilasciare sensori senza essere identificato. È qui che la disciplina degli AUV/UUV incontra la sovranità dello Stato costiero. La crisi del Golfo Persico, il sabotaggio del Nord Stream e la crescente esposizione dei cavi sottomarini alle minacce di sabotaggio dimostrano che la dimensione subacquea è ormai una frontiera critica della sicurezza internazionale. Non si tratta più solo di tecnologia. Si tratta di sovranità, energia, dati, difesa, economia e continuità operativa delle società moderne. In questo quadro, AUV e UUV rappresentano una straordinaria opportunità per la conoscenza e la protezione del mare, ma anche una potenziale vulnerabilità se impiegati senza regole, senza tracciabilità e senza responsabilità chiare. L’Italia, con la Legge n. 9/2026, ha compiuto un passo significativo verso il riconoscimento della dimensione subacquea come spazio strategico. La sfida ora è trasformare il principio in capacità operative: identificazione, autorizzazione, tracciamento, interoperabilità, sorveglianza, risposta rapida e manutenzione delle infrastrutture critiche. Per il commercial diving si apre una responsabilità nuova. Non solo lavorare sott’acqua, ma contribuire alla sicurezza della parte più invisibile e più essenziale del Paese: quella che corre sotto la superficie del mare.

Giovanni Esentato

PARTE I PARTE II

Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e le fonti o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo


Giovanni Esentato

Giornalista, Operatore Tecnico Subacqueo, Diving Supervisor, Segretario AISI, Presidente FIAS Caserta – EDTC Member


FONTE: Ocean4Future

Vi Invito a consultare il sito cliccando sul banner qui sotto

Visualizzazioni: 4

Condividi con i tuoi amici

Condividi l’articolo su WhatsApp

Ultimi articoli

  • Fondazione Ugo Tiberio – borsa di studio per ufficiali Armi Navali
    12 Giugno 2026

    Fondazione Ugo Tiberio – borsa di studio per ufficiali Armi Navali

  • Pubblicato “Il Punto nave”
    12 Giugno 2026

    Pubblicato “Il Punto nave”

  • Nell’epoca di internet, le bandiere del codice internazionale dei segnali godono ancora di ottima salute
    9 Giugno 2026

    Nell’epoca di internet, le bandiere del codice internazionale dei segnali godono ancora di ottima salute

←Pagina precedente
1 … 15 16 17 … 534
Pagina successiva→

Tags

A bordo del Dandolo il sommergibile utilizzato durante la Guerra Fredda contro le minacce nucleari A bordo di Nave Raimondo Montecuccoli il nuovo volto operativo della Marina Militare (Video) Alla scoperta del sommergibile Andrea Provana Amerigo Vespucci Amm. Paolo Treu Ammiraglio Paolo Treu Analisi Difesa Aneddoti Attualità e curiosità Brigata Marina San Marco: una storia di Valore "Per Mare Per Terram" Citazioni Concorsi Ente Circoli Essere commissario in Marina Frasi celebri Gli highlights della prima campagna in Indopacifico del Carrier Strike Group italiano I fari Il mondo dei fari Il motore diesel navale: la sua apparizione e le necessità della propulsione navale La scelta di Giorgia sommergibilista La spiaggia più pericolosa del mondo La storia nel nome delle navi della Marina La voce del marinaio Libri consigliati Link utili Lo sapevate che Medicina di Combattimento News dalla Marina Militare news varie dal mare Ocean4future Oltre Gli Orizzonti Paesaggi e luoghi Poesie del mare Progetto didattico: “Tu sei un intero oceano in una goccia. Rompi le pareti della tua prigione” Storia del San Marco TOUR MEDITERRANEO VESPUCCI Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci: inaugurato il Villaggio Italia di Singapore Tour Mondiale Vespucci Una vita straordinaria inizia con una scelta: Scuola Sottufficiali della Marina Militare Vangelis – Song Of The Seas Video di mare Video Marina Militare Video musicali Video Soldini “Amerigo Vespucci”


« Una storia quasi millenaria: il solcometro

Non arrenderti mai amico mio, impara a cercare sempre il sole, anche quando sembra che venga la  tempesta … e lotta!

Mi trovate anche nei Social

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • X
  • Pinterest

Disclaimer

Si dichiara, ai sensi della legge del 7 Marzo 2001 n. 62 che questo sito non rientra nella categoria di “Informazione periodica” in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari. Le immagini dei collaboratori detentori del Copyright © sono riproducibili solo dietro specifica autorizzazione. Il contenuto del sito, comprensivo di testi e immagini, eccetto dove espressamente specificato, è protetto da Copyright © e non può essere riprodotto e diffuso tramite nessun mezzo elettronico o cartaceo senza esplicita autorizzazione scritta da parte dello staff di ”Il Mare nel cuore”

Copyright © All Right Reserved

Mappa del Sito

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}

Notifiche