Un po’ di storia sul sommergibile Evangelista Torricelli e dei suoi predecessori.

Evangelista Torricelli (sommergibile 1939)
L’Evangelista Torricelli è stato un sommergibile della Regia Marina appartenente alla classe Brin.
Storia
Al momento della consegna a Taranto il 7 maggio 1939, il comandante fu il capitano di corvetta Alessandro Michelagnoli, comandante anche della 41ª squadriglia.
All’entrata in guerra dell’Italia si trovava a Massaua (Eritrea), sul Mar Rosso, assegnato all’82ª Squadriglia Sommergibili, sin dal 29 aprile 1940.
Partì per la sua prima missione di guerra (al comando del capitano di corvetta Salvatore Pelosi, in comando dal 12 aprile 1940) il 14 giugno 1940, per rimpiazzare il sommergibile Galileo Ferraris (tornato in porto a causa di un guasto alle batterie), ed il 19 giugno si posizionò al largo di Gibuti, nel suo settore d’agguato; ricevette però ordine di spostarsi un’altra zona più a sud ma quando la raggiunse (il 21 giugno) fu attaccato e danneggiato da cacciatorpediniere britannici (forse informati dei movimenti del sommergibile da documenti o cifrari rinvenuti sul catturato sommergibile Galileo Galilei)[2].
Visti i danni, si decise di tornare alla base; ma durante il viaggio, il 23 giugno, il Torricelli fu attaccato con bombe di profondità dalla cannoniera HMS Shoreham nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb[2].
In base ai rilevamenti dell’idrofono il comandante Pelosi ritenne che la nave avesse abbandonato la caccia per rientrare a Perim e decise dunque di emergere per allontanarsi alla massima velocità, ma poco dopo l’emersione del sommergibile la Shoreham invertì la rotta e accorsero sul posto anche la cannoniera Indo ed i cacciatorpediniere HMS Kandahar, HMS Kingston e HMS Khartoum[3].
Il Torricelli fu circondato ma le navi inglesi, invece di distruggerlo immediatamente come avrebbero potuto fare, cercarono di catturarlo: il sommergibile ebbe così modo di reagire ed iniziò un combattimento di circa 40 minuti nel quale la Shoreham fu seriamente danneggiata (e si allontanò assistita dall’Indo) ed il Khartoum ebbe gravi danni a causa dell’esplosione di uno dei suoi siluri.Secondo alcune fonti italiane, l’esplosione fu provocata da una scheggia di un proiettile sparato dal Torricelli, mentre le fonti britanniche attribuiscono l’incidente all’usura dell’arma [4] . Il cacciatorpediniere fu fatto arenare su un basso fondale a causa per i danni riportati[5]. Tuttavia Il libro dell’U.S.M.M. “Operazioni in Africa Orientale” attribuisce l’esplosione del serbatoio d’aria del siluro ai danni provocati da una scheggia di una granata Torricelli; nel libro “Che cosa faceva la Marina?” pubblicato nell’immediato dopoguerra da Marc’Antonio Bragadin si affermava che uno degli ultimi colpi sparati da Torricelli aveva colpito la H.M.S. Khartoum alle sei del mattino del 23 giugno, e che una delle sue schegge aveva provocato l’esplosione del siluro. Anche alcune fonti britanniche ( “The Admiralty Regrets: British Warship Losses of the 20th Century” di Paul Kemp, parla di un colpo da 100 mm che avrebbe colpito vicino al complesso di tubi lanciasiluri di poppa, provocando lo scoppio del serbatoio d’aria di un siluro con le sue schegge; così come “British Fleet Destroyers AFRIDI to NIZAM 1937-43” di John English), danno credito a questa versione, secondo la quale la perdita di H.M.S. Khartoum fu quindi causata dalla battaglia con Torricelli.
Il sommergibile fu poi centrato da un proiettile da 120 mm a prua, e contemporaneamente il timone smise di funzionare: a quel punto Pelosi, vedendo peraltro che le navi inglesi stavano per abbordare il sommergibile, ne ordinò l’autoaffondamento; il Torricelli s’inabissò poco dopo mentre l’equipaggio (tranne un sottufficiale, un sottocapo e 5 marinai, caduti nel combattimento[6]. Altri due morirono in India in un campo di prigionia[4].) venne catturato dagli inglesi (Salvatore Pelosi, che era stato salvato dall’equipaggio contro la propria volontà, fu decorato con Medaglia d’oro al valor militare)[7].
| Evangelista Torricelli | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | sommergibile |
| Classe | Classe Brin |
| Proprietà | Regia Marina |
| Cantiere | Franco Tosi, Taranto |
| Impostazione | 23 dicembre 1937 |
| Varo | 5 marzo 1939 |
| Entrata in servizio | 7 maggio 1939 |
| Destino finale | autoaffondato in combattimento il 23 giugno 1940 |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento in immersione | 1266 t |
| Dislocamento in emersione | 1016 t |
| Lunghezza | 70,5 m |
| Velocità in immersione | 7,7 nodi |
| Velocità in emersione | 17,3 nodi |
| Autonomia | superficie:9000 miglia a 7,8 nodi3.800 miglia a 15 nodiIn immersione:90 miglia a 4 nodi8 miglia a 8 nodi |
| Equipaggio | 9 ufficiali 50 sottufficiali e comuni |
| Armamento | |
| Artiglieria | 2 cannone da 100/43 Mod. 1927 4 mitragliere singole Breda Mod. 31 da 13,2mm |
| Siluri | 4 tubi lanciasiluri da 533mm a prua 4 tubi lanciasiluri da 533mm a poppa 12 siluri |
| dati tratti da[1] | |
| voci di sommergibili presenti su Wikipedia | |
Note
- Da Navypedia., su navypedia.org.
- Giorgerini, p. 403.
- Giorgerini, pp. 403-404.
- R. Smg. Torricelli, su regiamarina.net.
- Giorgerini, p. 404.
- Non Dimentichiamoli – Betasom – XI Gruppo Sommergibili Atlantici, su betasom.it.
- Giorgerini, pp. 404-405.
Bibliografia
- Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Mondadori, 2002, ISBN 978-88-04-50537-2.

Un accenno ai due precedenti “Torricelli”
Evangelista Torricelli (sommergibile 1918)
L’Evangelista Torricelli è stato un sommergibile della Regia Marina.
Storia
Entrato in servizio – al comando del tenente di vascello Giovanni De Sangro, che ne aveva seguito la messa a punto – ad un mese dalla fine della prima guerra mondiale, non ebbe modo di prendere parte ad alcuna operazione bellica, dato che l’equipaggio non aveva ancora ricevuto un adeguato addestramento [1].
Fu assegnato alla I Squadriglia Sommergibili, con base a La Spezia [1].
Nel primo dopoguerra operò in crociere di addestramento e svolse attività addestrativa per gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno [1].
Nel 1924 partecipò ad un’esercitazione nelle acque della Tripolitania; comandante del sommergibile era il tenente di vascello Angelo Parona [1] (che, con il grado di ammiraglio, avrebbe poi comandato la base italiana di Betasom durante la seconda guerra mondiale).
Nel marzo 1926 – lo comandava il capitano di corvetta Ferdinando Zezi – prese parte ad esercitazioni con l’idrofono assieme a dei MAS, al largo dell’ Isola d’Elba [1].
Nel corso dello stesso anno partecipò ad un’esercitazione, durante la quale, colto da avaria, dovette essere trainato in porto dal gemello Galvani [3].
Passò tutto il 1927 in cantiere [4], ma non tornò più in servizio: disarmato in quello stesso anno, fu radiato nel 1930 [1].
Note
- Sommergibile Torricelli, su grupsom.com. URL consultato il 7 settembre 2021 (archiviato dall’url originale il 4 marzo 2016).
- Da Navypedia., su navypedia.org.
- Sommergibile Galvani, su xmasgrupsom.com.
- Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 105
| Evangelista Torricelli | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | sommergibile di media crociera |
| Classe | Micca |
| Proprietà | |
| Cantiere | Regio Arsenale, La Spezia |
| Impostazione | 2 febbraio 1915 |
| Varo | 16 giugno 1918 |
| Entrata in servizio | 3 ottobre 1918[1] |
| Radiazione | 1º ottobre 1930 |
| Destino finale | demolito |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento in immersione | 1244 t |
| Dislocamento in emersione | 842 t |
| Lunghezza | 63,2 m |
| Larghezza | 6,2 m |
| Pescaggio | 4,6 m |
| Profondità operativa | 50 m |
| Propulsione | 2 motori Diesel FIAT da 2600 CV 2 motori elettrici Ansaldo da 1300 cv complessivi 2 eliche |
| Velocità in immersione | 11 nodi |
| Velocità in emersione | 14,5 nodi |
| Autonomia | in emersione 945 miglia nautiche a 14,4 nodi o 2100 mn a 10 nodi in immersione 12 mn a 10 nodi 180 mn a 3 nodi |
| Equipaggio | 4 ufficiali, 36 sottufficiali e marinai |
| Armamento | |
| Armamento | [2]1 cannone da 76/401 cannone da 76/304 tubi lanciasiluri da 450 mm prodieri2 tubi lanciasiluri da 450 mm poppieri8 siluri |
| dati tratti da www.betasom.it | |

Classe Evangelista Torricelli
La classe Torricelli della Marina Militare fu costuitita da tre vecchi sommergibili statunitensi della classe Balao, ceduti all’Italia nel quadro di un programma di assistenza militare. Si trattava dell’USS Lizardfish, USS Capitaine e USS Besugo, veterani della guerra contro l’Impero giapponese e rispettivamente ribattezzati Evangelista Torricelli, Alfredo Cappellini e Francesco Morosini. [2]. I tre battelli prima della consegna vennero sottoposti a lavori di ammodernamento Fleet Snorkel, versione più economica del programma GUPPY. [1]
Il Torricelli è stato il primo dei tre a entrare in servizio nella Marina Militare e fu consegnato a Pearl Harbor, il 9 gennaio 1960: giunse a Taranto il 4 aprile seguente e rimase in servizio fino al 1976, svolgendo attività di addestramento. Il primo ottobre 1976 fu riconsegnato alla marina statunitense che lo vendette per la demolizione.[1] Gli altri due battelli sono entrati in servizio nella seconda metà degli anni sessanta sostituendo i sommergibili Giada e Vortice che avevano servito nella Regia Marina durante la seconda guerra mondiale. Il Cappellini è stato in servizio dal 5 marzo 1966 al primo giugno 1977, mentre il Morosini dal 31 marzo 1966 al 30 settembre 1971 quando fu messo in disarmo per poi essere restituito il 16 aprile 1976. Entrambi svolsero attività di addestramento. [1]
Note
- A. Turrini, Almanacco dei sommergibili, Tomo II, Rivista Marittima, 2003.
- Sito ufficiale Marina Militare Italiana, su marina.difesa.it. URL consultato il 17/09/2011.
| Classe Evangelista Torricelli ex classe Balao della US Navy | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | sommergibile |
| Classe | Evangelista Torricelli |
| Entrata in servizio | 9 gennaio 1960[1] |
| Radiazione | 1º ottobre 1976[1] |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento in immersione | 2460 t |
| Dislocamento in emersione | 1550 t |
| Lunghezza | 93,6 m |
| Larghezza | 8,31 m |
| Profondità operativa | 90 m |
| Propulsione | diesel elettrica 4 motori diesel General Motors da 1350 CV 2 motori elettrici da 1020 KW 2 gruppi di batterie ricaricabili a 126 celle |
| Velocità in immersione | 9 nodi |
| Velocità in emersione | 20 nodi |
| Autonomia | in superficie: 11800 miglia a 10 nodi in immersione: 100 miglia a 3 nodi |
| Equipaggio | 85 |
| Armamento | |
| Artiglieria | Alla costruzione:1 cannone da 127/25mm1 cannone AA da 76/50mm1 cannone AA da 40mm2 mitragliere AA da 12,7mm2 mitragliatrici da 7.62mm |
| Siluri | siluri:10 tubi lanciasiluri da 533mm (6 anteriori + 4 posteriori) |






