Una notizia dal sito Leggo.it

Mentre la situazione internazionale non è certo delle più tranquille degli ultimi anni, con svariati fronti bellici aperti – dall’Ucraina alla striscia di Gaza, e con alta tensione dal Venezuela all’Iran – da mesi milioni di italiani si fanno una domanda: cosa succederebbe in caso di guerra, se il nostro Paese fosse coinvolto, magari con la Nato?
Cambiano le Forze Armate
A oltre vent’anni dallo stop alla leva militare obbligatoria, il ministro della Difesa Guido Crosetto sta lavorando su una totale riforma delle Forze Armate, e in una lettera alle Commissioni parlamentari spiega il disegno di legge che intende presentare, dice, «entro il mese di marzo 2026». Nella sua lettera Crosetto afferma di voler «consentire un tempestivo avvio dell’esame parlamentare che auspico possa svolgersi con la profondità e la speditezza che i contesti in cui viviamo richiedono».
Cosa prevede la riforma
Ma cosa prevede questa riforma? Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, tra i pilastri della proposta di legge ci sono l’aumento degli organici (fino a 160mila unità entro il 2033 per Esercito, Marina e Aeronautica), l’istituzione di una riserva di volontari (circa 10mila persone) e la creazione di un’Arma in più, che si aggiungerebbe a quelle già esistenti e che dovrebbe occuparsi solo di cybersicurezza e prevenzione delle guerre ibride. Quest’ultima novità dovrebbe servire a non disperdere le competenze, dato che ci sono già esperti di cybersicurezza nei vari corpi delle Forze Armate, ma con questa riforma dovrebbero essere uniti per aumentarne l’efficacia.
Le parole di Crosetto
Nella lettera il ministro della Difesa sottolinea la necessità di intervenire rapidamente per avviare una riforma in grado di rendere la Difesa «più moderna, flessibile ed efficiente». Si tratta, spiega, di un percorso già intrapreso da diversi Paesi alleati e partner, che rende inevitabile anche un aggiornamento della normativa nazionale, chiamata a sostenere «un cambiamento ormai indispensabile».
In questo quadro Crosetto chiarisce di aver già dato avvio ai lavori: «Ho avviato un’iniziativa formale, incaricando un Comitato Strategico di lavorare a un disegno di legge di riforma della Difesa». L’intento è quello di portare «al Parlamento una proposta chiara, costruita sulle reali esigenze del Paese».
«I lavori procedano»
Il progetto, precisa il ministro, punterà su capacità operative, snellimento delle procedure e riorganizzazione del personale, includendo anche settori strategici come le forze della Riserva e la cyber security, considerati centrali per rafforzare la resilienza e la tutela operativa del sistema difensivo nazionale.
Crosetto riferisce poi di aver chiesto «che i lavori procedano con ritmi sostenuti, nella consapevolezza che il contesto internazionale richiede decisioni rapide e scelte chiare», auspicando al tempo stesso «la massima condivisione e un confronto costante tra tutte le componenti istituzionali e operative», nella convinzione che il dialogo sia la base per costruire una riforma solida e condivisa.




