Il ministro della Difesa annuncia l’attivazione della Marina Militare mentre tornano le tensioni nello stretto strategico del Mar Rosso, per evitare “ritardi decisionali burocratici”

La Marina Militare italiana sarà attivata per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane nello stretto di Bab el-Mandeb. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo alla quarta edizione del Forum “Risorsa Mare”, in corso alla Spezia. La decisione arriva in un quadro che, secondo il ministro, vede sommarsi la nuova situazione nel Mar Rosso alla crisi nello stretto di Hormuz e alle conseguenze economiche delle tensioni internazionali.
“Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb – ha detto il ministro -, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane”.
Crosetto ha sottolineato che l’Italia dispone delle capacità operative per sostenere il passaggio delle proprie navi e per raccogliere le informazioni necessarie attraverso il comparto della Difesa e la cooperazione con gli altri soggetti coinvolti. “Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e necessarie attraverso l’opera del comparto e la cooperazione con noi”.
Il ministro ha quindi collegato direttamente la sicurezza della navigazione agli effetti sulla catena logistica e sull’economia italiana. Un’interruzione o una deviazione delle principali rotte marittime comporta infatti tempi di navigazione più lunghi e maggiori costi per il trasporto delle merci. “Quando una rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni crisi economica – ha aggiunto il responsabile del dicastero della Difesa – colpisce soprattutto le persone più fragili, mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilità del Paese”.
Il tema della sicurezza marittima, nella lettura del ministro, non riguarda quindi soltanto la protezione delle navi. La libertà di navigazione viene ricondotta alla continuità degli approvvigionamenti, all’attività delle imprese e alla protezione delle infrastrutture sottomarine: “Difendere la libertà di navigazione significa quindi proteggere i nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità dell’Italia di produrre ricchezza. Significa anche difendere ciò che si trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando vengono danneggiate”.
Nel suo intervento Crosetto ha allargato il perimetro della sicurezza nazionale alla dimensione economica, energetica e digitale, indicando il mare come uno degli elementi attraverso cui si misura la resilienza del sistema Paese. Il ministro ha quindi richiamato il peso del trasporto marittimo nel commercio internazionale e il ruolo dell’Italia come Paese a forte vocazione marittima. “Quasi il 90% del traffico mondiale delle merci – ha detto – viaggia via mare. Per una grande Nazione marittima come l’Italia, presidiarlo sopra e sotto la superficie significa difendere la propria sicurezza, la propria prosperità e il proprio futuro”.
L’annuncio si inserisce in una fase nella quale Bab el-Mandeb è tornato al centro dell’attenzione per la sicurezza dei traffici tra Mar Rosso e Oceano Indiano. Nei giorni scorsi Crosetto aveva già evidenziato il rischio che una nuova crisi nella regione potesse costringere le navi a circumnavigare l’Africa, con conseguenze sui tempi e sui costi del trasporto. Il ministro ha infine ribadito il ruolo della Marina Militare nella tutela degli interessi nazionali sul mare. “Il mare – ha concluso Crosetto – è da secoli parte della nostra storia e una delle principali fonti della nostra ricchezza. La Difesa e la Marina Militare continueranno a proteggerlo, intervenendo con concretezza ogni volta che sarà necessario tutelare gli interessi nazionali e la sicurezza degli italiani”.
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