Un simbolo di eleganza e tradizione: la nave scuola che ha solcato i mari del mondo, formando generazioni di ufficiali e raccontando la grande storia della navigazione italiana

L’Amerigo Vespucci a Venezia nel 2006
Celio Maielo – CC BY-SA 3.0 – https://shorturl.at/Bk5KF
Adottato nel 1978, il motto «Non chi comincia, ma quel che persevera», attribuito a Leonardo da Vinci, rappresenta l’essenza dell’Amerigo Vespucci, la celebre nave scuola della Marina Militare italiana, conosciuta in tutto il mondo come «la nave più bella del mondo». Questo veliero assume da sempre un ruolo di formazione, mentre promuove anche la tutela dell’ambiente marino e del patrimonio naturale.
Le sue soste nei porti sono eventi che attraggono numerosi visitatori, desiderosi di scoprire la sua affascinante storia, le tradizioni secolari e le caratteristiche che la rendono un capolavoro della marineria.
Le origini del veliero Amerigo Vespucci
Negli anni venti la Regia Marina Militare italiana avvertì la necessità di rivedere le modalità di formazione degli allievi dell’Accademia Navale. Nonostante i progressi tecnologici, lo Stato Maggiore riteneva che la navigazione a vela fosse ancora la modalità più completa e autentica per vivere l’esperienza del mare. Dalla fine dell’Ottocento, infatti, gli allievi si addestravano a bordo di un veliero omonimo, un incrociatore trasformato in nave scuola.

La Regia Nave “Amerigo Vespucci” nel 1903
Nel 1925, con la nave ormai prossima al disarmo, il ministro della Marina Giuseppe Sirianni decise di costruire due nuove unità navali per la formazione. Il progetto fu affidato al tenente colonnello Francesco Rotundi.
La prima unità, battezzata Cristoforo Colombo, fu varata nel 1928. Al termine della Seconda guerra mondiale fu ceduta all’Unione Sovietica come parte dei risarcimenti di guerra. La storia della seconda unità, il veliero Amerigo Vespucci, intitolato al celebre navigatore, iniziò il 12 maggio 1930, quando fu impostato presso il Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia. Il varo avvenne il 22 febbraio 1931, e nel luglio dello stesso anno entrò in servizio. La progettazione delle due unità navali si ispirò ai vascelli della fine del Settecento e dei primi dell’Ottocento, considerati periodi d’oro della navigazione a vela.

Il veliero al largo di Livorno nel settembre del 2016
Di Luca Aless – CC BY-SA 4.0 – https://shorturl.at/oBwCY
Fin dal suo varo l’Amerigo Vespucci è stato destinato alla formazione degli ufficiali della Marina Militare. Nei primi anni di servizio navigò insieme alla gemella nella “Divisione navi scuola”, partecipando a numerose campagne che la portarono a solcare mari e oceani in tutto il mondo.
Il motto della nave subì diverse modifiche nel tempo: dall’originario «Per la Patria e per il Re», passò nel dopoguerra a «Saldi nella furia dei venti e degli eventi», fino a giungere alla formulazione definitiva nel 1978: «Non chi comincia, ma quel che persevera».
Com’è fatta la nave scuola?
L’Amerigo Vespucci è una nave a vela con motore ausiliario, che può essere utilizzato per supportare la navigazione in assenza di vento. La sua velatura, di tipo “a nave”, comprende tre alberi verticali – trinchetto, maestra e mezzana – con pennoni e vele quadre. La nave è inoltre dotata di un bompresso, un albero inclinato che si protende verso la prua.

Il Vespucci in partenza da Genova per La Spezia, 16 giugno 2025
Di Jacopo Tofani – CC BY 4.0 – https://shorturl.at/v7s97
Il trinchetto raggiunge i cinquantadue metri, la maestra i cinquantasei e la mezzana i quarantacinque, mentre il bompresso si estende per circa diciotto metri oltre la prua. Lo scafo, che si sviluppa su tre ponti principali, è completato da due sovrastrutture. La livrea bianca e nera richiama quella dei vascelli storici, con fasce chiare sui ponti di batteria e di corridoio che evocano le due file di cannoni tipiche delle navi ottocentesche. Le dimensioni della nave sono: 101 metri di lunghezza (da poppa a bompresso), 15,56 metri di larghezza e un pescaggio massimo di 7,3 metri.
Cosa si fa a bordo?
Dall’anno del varo a oggi, con la sola interruzione della Seconda guerra mondiale e le necessarie manutenzioni, l’Amerigo Vespucci ha svolto ininterrottamente il ruolo di nave scuola.
Ma cosa si fa a bordo della «nave più bella del mondo»? Qui si svolge la formazione degli allievi, attraverso un percorso che unisce teoria e pratica: dallo studio del codice marinaresco e delle norme di navigazione alla gestione degli apparati di bordo, fino agli aspetti logistici, amministrativi e sanitari. Gli allievi vivono a bordo, seguono le lezioni e svolgono prove scritte, orali e verifiche tecniche.
Nel corso di quasi un secolo di attività la nave ha compiuto numerose campagne nel Mediterraneo, spingendosi poi fino al Nord Europa, all’Atlantico orientale e alle coste americane. Tra le imprese più rilevanti spicca la prima circumnavigazione del globo, effettuata tra il maggio 2002 e il settembre 2003.
Perché è la «nave più bella del mondo»?
Con il tempo, l’Amerigo Vespucci è diventato un simbolo della tradizione marittima italiana, capace di raccontare la sua storia con la sola presenza e di portare con sé un frammento del passato ogni volta che solca il mare.

La USS Independence (CVA-62) e l’Amerigo Vespucci nel Mediterraneo, 12 luglio 1962
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L’appellativo di «nave più bella del mondo» è ormai diventato parte del linguaggio comune quando si parla dell’Amerigo Vespucci. Ma come nasce questa celebre definizione? Anche un soprannome così iconico ha una storia ben precisa.
Tutto ebbe inizio nel 1962, quando, nel mar Mediterraneo, la nave scuola incrociò la portaerei statunitense USS Independence (CVA sessantadue, classe Forrestal). In quella occasione, la portaerei americana chiese l’identificazione tramite segnali luminosi. Quando la risposta arrivò: «Nave Scuola Amerigo Vespucci – Marina Militare», il comandante della portaerei, con una frase che sarebbe diventata storica, disse: «You are the most beautiful ship in the world».
Sessant’anni più tardi, un’altra portaerei statunitense la USS George H.W. Bush (CVN settantasette, classe Nimitz), incrociò la rotta dell’Amerigo Vespucci. In segno di omaggio a quanto accaduto decenni prima, alla richiesta di identificazione, la risposta degli Stati Uniti fu: «After sixty years, you’re still the most beautiful ship in the world».
Per saperne di più:
- https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/pilastro-operativo/mezzi/forze-navali/Pagine/Vespucci.aspx.
- https://tourvespucci.it/wp-content/uploads/2025/03/BROCHURE-GUIDA-VISITA-A-BORDO.pdf.
- https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20220905_Nave_Amerigo_Vespucci_incontra_in_mare_la_portaerei_americana_USS_George_H.W.%20_Bush.aspx.




