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La Regia Marina italiana e la corsa Pechino-Parigi

20 Aprile 2026

Un bel’articolo di storia dal sito Ocean4Future a cura di Guglielmo Evangelista

Il cosiddetto Raid Pechino-Parigi fu una corsa automobilistica svoltasi nel 1907; l’idea fu lanciata dal giornale francese Le Matin il 31 gennaio 1907 e si inseriva nell’ambito delle tante iniziative che in quel tempo contornavano e sottolineavano il sempre più rapido sviluppo dell’automobilismo. La proposta ebbe una larga eco, ma era un cimento non da poco e alla partenza si presentarono solo cinque automobili: tre francesi, un’olandese e un’italiana. I luoghi esotici, la lunghezza e la difficoltà del percorso lungo 16.000 chilometri, le avventure che vissero i concorrenti hanno fatto rimanere il ricordo di questa gara nella memoria collettiva come uno degli eventi sportivi più importanti di tutti i tempi. L’equipaggio italiano partecipante era composto dal principe Scipione Borghese, dall’autista Ettore Guizzardi e dall’inviato speciale del Corriere della Sera, Luigi Barzini. La vettura prescelta era una grossa Itala di ben 7.455 centimetri cubici di cilindrata; fu sottoposta ad adeguate modifiche alla carrozzeria ma quanto al resto era sostanzialmente di serie.

Posto quanto sopra ci si domanderà che cosa c’entri la Regia Marina
C’entra, eccome. Nel 1900, come è noto, era scoppiata in Cina la cosiddetta rivolta dei Boxers i cui eccessi xenofobi, che culminarono con l’assedio delle legazioni occidentali a Pechino, provocarono l’intervento militare dei paesi occidentali, fra cui anche dell’Italia, degli Stati Uniti e del Giappone. A seguito di questi fatti, come le altre nazioni intervenute, il nostro paese ebbe in concessione un’area urbana a Tientsin, sbocco sul mare di Pechino da cui dista poco più di cento chilometri, dove ci mettemmo al lavoro per trasformarla in un centro moderno, atto a svolgere importanti funzioni politiche e commerciali. Dopo il graduale ritiro delle truppe di terra, la presenza militare a Tientsin fu affidata alla Regia Marina che oltre alla concessione presidiò per un certo tempo, con alcuni piccoli distaccamenti, la stazione radiotelegrafica di Pechino e tre stazioni radio in altre località. Nel 1907 di queste restava solo quella di Pechino, ed è da qui che inizia la nostra storia. Le automobili destinate alla gara, sbarcate in Cina e arrivate a Pechino per ferrovia, ricevettero le ultime cure da parte dei concorrenti che, in mancanza di qualsiasi assistenza sul posto, dovettero fare tutto da sé con l’eccezione degli italiani che ricevettero un intervento fondamentale da parte della Regia Marina. Per accudire a un motore e per la logistica non c’era niente di meglio dell’aiuto dei marinai, molti dei quali, specialmente i volontari, avevano un’adeguata preparazione tecnica. In fondo la meccanica di un’automobile era poca cosa rispetto a quella di un motore navale.

Un sottufficiale a Pechino prima della partenza – Foto dell’epoca 

Luigi Barzini fu colpito dalla disponibilità e dalla perizia del nostro personale e non mancò di ricordarlo quando successivamente scrisse il libro “La metà del mondo vista da un’automobile” che ebbe innumerevoli edizioni, che viene ristampato ancora oggi e dal quale traiamo alcuni passi e le due immagini che seguono. Furono messi a disposizione cinque marinai che il giornalista definisce “… scelti per forza e abilità …cinque atleti sapienti“. Dalle immagini si notano un Secondo Capo (1), presumibilmente responsabile del gruppetto, e dei sottocapi. Uno di questi aveva le mansioni di meccanico e fotografo: alle soste compariva davanti armato di un cavalletto, di un panno nero e di un’enorme macchina fotografica tirata fuori chissà da dove. Il secondo era cuoco e infermiere sempre disposto a fasciarci scientificamente una scorticatura ed a presentarci una frittata fumante scientificamente dosata. C’era poi un elettricista e un carpentiere (molti particolari delle macchine dell’epoca erano in legno) e il quinto fungeva da guida e interprete: era in Cina dal 1900 e parlava cinese con una corretta pronuncia siciliana. Quindi, unico fra tutti, l’equipaggio italiano poté contare sull’assistenza specialistica dei militari della Regia Marina, sia durante la fase di preparazione sia durante la prima fase del viaggio che per tutti i concorrenti si svolse in modo molto ordinato e con tappe prefissate. I marinai seguirono l’automobile per ferrovia e l’accompagnarono per alcuni giorni, fino al termine della linea che più avanti era in costruzione e che avrebbe dovuto saldarsi alla Transiberiana (2).

I marinai accanto alla Itala – foto d’epoca da “La metà del mondo vista da un’automobile”

E ancora ” I marinai erano felici, come è sempre felice un marinaio che fa una scampagnata, anche se piove…nell’acqua si trovavano nel loro elemento favorito…essi burlavano la tempesta…pronti a ridere, all’occasione a battersi.” Si desume quindi che il tempo inizialmente sia stato cattivo, il deserto di Gobi era ancora lontano e l’aiuto dei cinque militari fu forse fondamentale per tirare fuori l’automobile dalla strada trasformata di sicuro in un mare di fango. Al momento del distacco Barzini scrive “ per lungo tempo scorgemmo le bianche uniformi marinaresche nella mezza oscurità del crepuscolo e udimmo rinnovarsi gli evviva, sempre più lontani e deboli, finché uomini e voci si persero nella distanza.”.

Arrivo a Parigi  – Cartolina dell’epoca 

L’Itala giunse per prima al traguardo di Parigi, dopo un viaggio tutt’altro che privo di difficoltà, con settimane di anticipo rispetto a tutti gli altri concorrenti. L’automobile, perfettamente restaurata e funzionante, è conservata al Museo dell’automobile di Torino.

Guglielmo Evangelista

Note

1) All’epoca il grado di Secondo Capo corrispondeva a quello attuale di Sergente.
2) La ferrovia Transiberiana era stata completata nel 1905 mentre la diramazione per Pechino via Ulan Ude, chiamata ferrovia Transmongolica, fu totalmente aperta solo nel 1961, peraltro preceduta da altri itinerari su rotaia che collegavano la Russia e la Cina.

Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo


Guglielmo Evangelista

Nasce a Broni (PV) nel 1951. Laureato in giurisprudenza è stato ufficiale delle Capitanerie di Porto e successivamente funzionario di un Ente Pubblico. Ha al suo attivo nove libri fra cui “Storia delle Capitanerie di porto” , “Duemila anni di navigazione padana” e “Le ancore e la tiara – La Marina Pontificia fra Restaurazione e Risorgimento” ed oltre 400 articoli che riguardano storia, economia e trasporti. Collabora con numerosi periodici specializzati fra cui la Rivista Marittima”.

FONTE: Ocean4Future

Vi Invito a consultare il sito cliccando sul banner qui sotto

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