Il cantiere all’opera per la Marina Militare italiana

Livio Corghi, amministratore delegato di Intermarine, azienda con cantiere a Sarzana, lungo le sponde del Magra
Elena Sacchelli
Si chiamerà Mine Warefare ed è il nuovo drone marino progettato dalla società Intermarine che avrà il compito di affiancare le unità Cacciamine di nuova generazione nella bonifica di aree minate. Il cantiere navale con sede lungo il fiume Magra, a Sarzana, leader mondiale nella progettazione e costruzione di navi cacciamine, ha infatti reso noto di aver avviato lo sviluppo di un innovativo veicolo autonomo di superficie Usv (Unmanned Surface Vehicle) per la Marina Militare, dotato di elevate capacità modulari che permetteranno l’integrazione di molteplici differenti tipologie di sistemi e sensori.
Cacciamine, protezione e controllo delle infrastrutture subacquee critiche. Ricerca di relitti e mappatura idrografica, ma anche ricerca e copertura informativa. Questi tutti gli ambiti delle operazioni “underwater” in cui il nuovo drone potrà operare.
Come noto lo sviluppo di Mine Warefare si inserisce all’interno di un ampio programma di ammodernamento della capacità di contromisure mine e controllo e protezione delle infrastrutture subacquee critiche che la Marina Militare ha avviato lo scorso anno – sottolinea la società – e che ha dato il via alla costruzione delle cinque unità di Cacciamine di nuova generazione, lunghe 63 metri con un dislocamento a pieno carico di oltre 1.300 tonnellate, che dovranno sostituire le unità attualmente in servizio.
“Con lo sviluppo di questi innovativi veicoli autonomi di superficie – commenta Livio Corghi, amministratore delegato di Intermarine – investiamo in un settore di assoluto rilievo strategico, mettendo a fattor comune l’esperienza maturata nel settore underwater con le più moderne tecnologie di guida autonoma e intelligenza artificiale. Il tutto nel costante obiettivo di assicurare la massima sicurezza, efficacia operativa ed il migliore risultato”. Lo studio del nuovo Usv sfrutta infatti l’esperienza maturata nella progettazione delle unità cacciamine adottando sofisticate tecniche di costruzione in materiale composito a un drone innovativo, nel ruolo di contrasto alle mine navali con una particolare attenzione al più elevato livello di autonomia, resilienza ed efficacia.
L’Unmanned Surface Vehicle potrà infatti operare in completa autonomia oppure essere controllato a distanza, ampliando in questo modo le capacità operative delle unità Cacciamine e contribuendo alla protezione delle unità maggiori. “Si tratta di veicoli destinati ad assumere un ruolo strategico nelle operazioni di bonifica di aree minate – prosegue l’ad Livio Corghi – per le operazioni di seabed surveillance, utili al controllo e alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee e per la tutela dei beni culturali e dell’ambiente marino”.




