La base spezzina potrà ospitare contemporaneamente una portaerei (Cavour) o nave d’assalto anfibia (Trieste), una nave di supporto logistico (Vulcano o Atlante), due cacciatorpediniere (Duilio e quelle di futura progettazione) e fino a dieci fregate o PPA.

La Spezia seguirà Taranto nel programma Basi Blu di ampliamento della stazione navale della Marina Militare. Il Report Marina 2024 di recente pubblicazione indica per il 2027 l’avvio dei lavori all’interno della darsena maggiore per portare da sei a 14 gli approdi per le unità maggiori. Dopo la fase di progettazione e verifica avviata nel 2022, nel corso del 2026 dovrebbero essere emesse le gare per il più grande intervento riguardante la base navale spezzina dalla ricostruzione post bellica in poi. Si tratta di “un investimento di circa 1 miliardo e 860 milioni entro il 2037, indirizzato alle basi di Taranto (inizio lavori nel 2025), Messina (inizio lavori nel 2025), Cagliari (inizio lavori nel 2026), La Spezia (inizio lavori nel 2027), Augusta (inizio lavori nel 2028) e Brindisi (inizio lavori nel 2030)”, fa sapere la Marina Militare. In particolare il capitolo nostrano prevede una spesa di 671 milioni di euro, progettazione esclusa, con interventi alle zone Varicella, Scali e Lagora per arrivare a poter ospitare contemporaneamente una portaerei (Cavour) o nave d’assalto anfibia (Trieste), una nave di supporto logistico (Vulcano o Atlante), due cacciatorpediniere (Duilio e quelle di futura progettazione) e fino a dieci fregate o ppa.

Il progetto prevede, solo per la parte dedicata all’ormeggio delle navi, il dragaggio di parte della Darsena Duca degli Abruzzi” alla profondità di 12 metri, la ricostruzione del molo Lagora, la realizzazione del molo Varicella 3 con area di manovra a terra, l’ampliamento del Varicella 1 e la realizzazione di due nuovi moli presso la banchina Scali. Numerose le opere accessorie che riguardano il trattamento delle acque reflue, i sistemi antincendio e le reti elettriche, idriche e di distribuzione del carburante.




